Con Slovenia e Giappone doppio vincitore a Torino

Boom della rassegna: oltre 81mila presenze

da Torino

Si è concluso ieri il Torino Film Festival numero 23 con una proposta impressionante di film, ripagata da un sensibile aumento delle presenze. Gianni Rondolino, presidente dell’Associazione Cinema Giovani, tra i promotori della manifestazione, ha snocciolato le cifre, molto lusinghiere: 74mila euro d’incasso, aumento del 7 per cento dei biglietti venduti e del 22 dei pass giornalieri, con un totale di più di 81mila presenze concentrate soprattutto nelle due grandi retrospettive dedicate a Walter Hill e Claude Chabrol. Il Torino Film Festival si conferma così l’appuntamento italiano più importante dopo la Mostra di Venezia (ambedue però insidiati dalla nascente manifestazione romana del prossimo ottobre).
Ecco allora i film premiati ieri sera nel vetusto ma affascinante cinema Lux, provenienti da tutto il mondo tranne che dall’Italia, nonostante ce ne fossero ben due di casa nostra in concorso. La giuria, composta dai registi Rita Azevedo Gomes, Giuseppe Gaudino, Cédric Kahn, Nacer Khemir e Amir Naderi, ha premiato come migliore opera ex aequo lo sloveno Gravehopping di Jan Cvitkovic e il giapponese Nuages d’hier di Tsubokawa Takushi, mentre il premio speciale è andato allo statunitense Police Beat di Robinson Devor e la migliore regia a Be With Me del regista di Singapore Eric Khoo. Tra gli altri riconoscimenti quello più curioso è sempre il Premio Cipputi, legato al mondo del lavoro e consegnato dalle mani del grande vignettista Altan a Daria Menozzi, regista del documentario Manooré.