«Slow Fish», bilancio positivo nonostante il calo di visitatori

Meno visitatori (40mila, a fronte dei 55mila della scorsa edizione), ma ottimi riscontri dal punto di vista della partecipazione di espositori e operatori del settore del pesce e della gastronomia di qualità: si può considerare complessivamente positivo il bilancio di Slow Fish, la rassegna biennale dedicata alla produzione ittica sostenibile e al consumo responsabile, che si è chiusa ieri alla Fiera, mentre già organizzatori e sostenitori, da Slow Food alla Regione, alla Fondazione Carige, pensano alle edizioni 2013 e 2015, quest’ultima in coincidenza con l’Expo di Milano. Lo hanno sottolineato il presidente di Slow Food Italia, Roberto Burdese, il presidente della Regione Claudio Burlando e il consigliere di Fondazione Carige Francesco Bruzzo, concordi anche nel lanciare una sorta di appello al governo perché formalizzi l’intesa con l’Unione Europea a proposito della pesca di rossetti e cicciarelli («invece ci si deve ormai rassegnare al fatto che i bianchetti resteranno proibiti»). Per il resto, gli organizzatori si dicono soddisfatti, in particolare, del riconoscimento della Commissario europeo Maria Damanaki all’inaugurazione, della presenza delle famiglie nelle aree educazione prima riservate alle scuole, della tenuta dei laboratori, del raddoppio dei libri venduti e, infine, delle ricadute su tv e radio a bilanciare un calo di visitatori che Burdese ha attribuito allo spostamento di date da aprile a maggio, per la precedenza a Euroflora: «Purtroppo in questo periodo è più difficile rinunciare a una giornata all’aria aperta per stare in una fiera, ma dalla prossima edizione torneremo in aprile - ha spiegato Burdese -. In compenso migliora la preparazione dei visitatori sui temi del mare». Due le idee per la sesta edizione: migliorare i rapporti con la Ue e portare a Genova le campagne internazionali per l’ambiente. «La Damanaki ci ha riconosciuto come interlocutore e ha chiesto di tenere aperto il dialogo - ha aggiunto il presidente di Slow Food - vorremmo incrementare questa relazione». Si pensa fra l’altro a «un grande evento per riunire le principali campagne internazionali a tutela degli ecosistemi e vedere da vicino i frutti di scelte consapevoli». A giudizio di Burlando, inoltre, «è cresciuto il peso politico della manifestazione che ha ora un legame diretto con l’Unione Europea. Anche gli operatori sono contenti e mi hanno detto che torneranno tutti». Ha concluso Bruzzo, sottolineando che «la Liguria è un presidio di per se stesso, e di grande valore, ma molto vulnerabile, da tutelare e sostenere. Per fare questo, è indispensabile coinvolgere tutte le istituzioni, superando i campanilismi per raggiungere il comune obiettivo».