Smalto, sorriso e minigonna: la truffa è servita

Alle donne a volte basta davvero poco per far girare la testa a un uomo. Basta avere, per esempio, un bel paio di gambe, soprattutto se messe in evidenza da una minigonna succinta, e il gioco è fatto. La testa gira. E più gira, più è facile che l’uomo venga raggirato. Era questa l’arma alla quale ricorreva una coppia di truffatrici di bell’aspetto composta da madre e figlia, B.M. di 44 anni e B.A. di 21, entrambe pregiudicate, che ieri mattina sono state colte in flagranza di reato dai carabinieri della compagnia di piazza Dante. Le due donne, munite di fiale contenenti dello smalto di colore rosso, si accostavano alle macchine in transito e dopo averle colpite con un pugno aspettavano che il conducente si fermasse per verificare cosa fosse successo. A quel punto fingevano di essere state investite. Agitavano in aria i polsi cosparsi di smalto facendogli credere che si trattasse di sangue e subito dopo gli mostravano un telefonino, oppure un orologio, precedentemente danneggiati. Al che minacciavano il malcapitato di turno affermando che non avrebbero esitato a denunciarlo, a meno che non le avesse immediatamente risarcite dei danni procurati. E se questo opponeva resistenza allora gli si ficcavano in macchina rifiutandosi di scendere finché non tirava fuori i soldi. Decine i colpi messi a segno con l’ausilio di questo ingegnoso stratagemma che, per certi versi, rappresenta un’evoluzione della celebre truffa dello specchietto rotto. Tra le zone più bersagliate dalla coppia il quartiere Monte Sacro e i rioni del centro storico. Mentre le vittime, come anticipato, erano tutte rigorosamente di sesso maschile. La somma estorta variava in base alla persona con cui le due avvenenti manigolde avevano a che fare, ma generalmente si aggirava intorno ai cento euro. A mettere in guardia i carabinieri una serie di denunce analoghe, in seguito alle quali hanno preso il via le indagini. E in breve tempo quelli che all’inizio erano apparsi come degli episodi isolati hanno assunto agli occhi dei militari le proporzioni di un fenomeno ben più esteso. L’ultima sceneggiata risale a ieri mattina. A finire nella rete sono stati un professore universitario e un tassista. Questa volta però ad assistere alla messinscena c’erano gli uomini del maggiore Antonino Buda che ormai da tempo avevano individuato le due truffatrici.