Lo smantellamento in diretta radio-tv

Gerusalemme. Una diretta continua, una non-stop che va avanti da giorni. Lo sgombero degli insediamenti nella Striscia di Gaza è stato per gli israeliani anche un evento mediatico, una diretta continua di cui si sono occupati televisioni e radio con commenti, analisi e anche aspri dibattiti.
Urla isteriche di coloni, pianti dei bambini, le preghiere e le invocazioni al cielo dei rabbini che si stracciano la camicia in segno di lutto. Tutto in onda, comprese le immagini o l’audio di giovani soldati sottoposti agli assalti verbali di padri e madri che li esortano a fermarsi al grido: «Un ebreo non espelle un altro ebreo». Quasi tutti i commentatori, fra l’altro, d’accordo nell'elogiare il comportamento paziente delle truppe, sottoposte al «ricatto emotivo» dei coloni, criticati per il ricorso a «blasfemi» paragoni con la Shoah. Diversi media locali hanno rilevato come il «dramma» in atto a Gaza sembra invece lasciare indifferenti gli abitanti della laica e vivace Tel Aviv.