Smascherata l’Unione: colpo di mano sui Pacs

da Roma

L’Unione vuole introdurre in modo illegittimo il riconoscimento delle coppie di fatto, etero e gay. Questa l’accusa del centrodestra che ieri ha denunciato il tentativo da parte della maggioranza di far passare l’equiparazione tra convivenze e matrimoni con il semplice recepimento di una direttiva europea che, dicono dalla Casa delle libertà, non può prevalere sulla legge dello Stato. Il «colpo di mano» come lo definisce il senatore Alfredo Mantovano di An è stato consumato ieri sera a Palazzo Madama quando la commissione Affari costituzionali ha approvato a maggioranza il parere favorevole allo schema di decreto legge di attuazione della direttiva comunitaria sulla libera circolazione delle persone, il parere richiesto era non vincolante.
Il punto controverso messo sotto accusa dall’opposizione è quello che riguarda il ricongiungimento dei conviventi (anche extracomunitari) per i partner dei cittadini di Paesi Ue. Un cittadino italiano o Ue può chiedere il ricongiungimento con il proprio convivente: il che significa riconoscere che sono una coppia anche se non regolarmente sposati. A favore del recepimento hanno votato i gruppi del centrosinistra. Contro An, Fi, Lega e Udc.
L’opposizione sostiene che recependo questa direttiva del 2004 si anticipa, in contrasto con la normativa vigente, il pieno riconoscimento delle coppie di fatto. Necessario invece, sostiene l’opposizione, il confronto in Parlamento su questo tema, previsto per fine gennaio, quando arriverà alle Camere il ddl messo a punto dal ministro per le Pari opportunità, Barbara Pollastrini. La direttiva comunitaria prevede la libera circolazione anche per le unioni di fatto riconosciute in molti Paesi Ue.
Nel mirino delle critiche della destra in particolare i cattolici dell’Unione dai quali, dicono dall’opposizione, ci si aspettava una levata di scudi contro una simile iniziativa visto che si sono sempre dichiarati contrari all’equiparazione dei conviventi alle famiglie. «Dove erano i cosiddetti teodem al momento del voto su un assurdo decreto di recepimento della direttiva europea?», chiede Mantovano. Il senatore di An osserva come governo e maggioranza anticipino «il pieno riconoscimento delle coppie di fatto senza il confronto in Parlamento e senza che nessun esponente della Margherita si sia dissociato».
In effetti i senatori teodem della Margherita, l’ex presidente delle Acli Luigi Bobba, Paola Binetti ed Emanuela Baio Dossi, non erano presenti in commissione al momento del voto. Critico anche il presidente Udc, Rocco Buttiglione, che osserva come non sia vero che «la direttiva obblighi l’Italia a riconoscere matrimoni gay eventualmente contratti da cittadini italiani fuori dal Paese» e non sarebbe neppure vero che «obblighi l’Italia a far entrare nel Paese i partner di cittadini di altri paesi europei che abbiano contratto con essi patti di convivenza e matrimoni gay». Buttiglione spiega che «esiste una clausola di salvaguardia che rimette al legislatore italiano la scelta sul modo di regolare questi problemi e, a legislazione vigente, questa possibilità non esiste».
Proprio mentre la commissione dava parere favorevole alla direttiva da Padova il leader Udc Pier Ferdinando Casini proponeva un alleanza trasversale con i cattolici della sinistra per tutelare la famiglia. Alleanza che ora appare più difficile.