Smascherata l'identità di Banksy, il padre della street art londinese

Il <em>Mail on Sunday</em> ha dato un nome al leggendario <em>writer</em> inglese apprezzato dai divi di Hollywood per i suoi murales. Si tratterebbe di Robin
Gunningham, 34enne della middle
class inglese cresciuto in una scuola privata di Bristol. <strong><a href="/media.pic1?ID=622">Guarda le immagini</a></strong>

Londra - Nel 2005 lungo la barriera di separazione israeliana, costruita lungo i territori occupati della Cisgiordania, erano apparsi veri e propri squarci nel muro che permettevano di "vedere" cosa ci fosse dall'altra parte. Un "oltre" fatto di sognanti paesaggi tropicali, bimbi in gioco e spiagge affollate. Una sola firma: Banksy

L'identificazione Chi fosse l’enigmatico e rivoluzionario Banksy è stato per anni un mistero. Ieri, il Mail on Sunday ha dato un nome al leggendario writer inglese apprezzato da divi di Hollywood per i suoi murales che puntano a distruggere l'establishment. Stando al tabloid londinese, si tratterebbe di Robin Gunningham, 34enne della middle class inglese cresciuto in una scuola privata di Bristol. Il tabloid è arrivato a questa identificazione sulla scorta di una certosina inchiesta di un anno nel corso della quale ha intervistato decine di persone in qualche modo legate a Bansky. Il punto di partenza è stata una foto, scattata quattro anni fa in Giamaica, in cui si vede con nitidezza il presunto writer, capofila mondiale della street art inglese, sulla breccia dalla fine degli anni Ottanta quando ininziò a colorare i muri di Bristol.

Crolla la leggenda Secondo il Mail on Sunday si è rivelata senza fondamento la leggenda metropolitana che attribuisce all’eversivo Banksy - famoso anche per le incursioni in celebri musei dove appendeva opere proprie - il nome di Robin Banks e lo vuole di estradizione operaia, con esperienze di lavoro in una macelleria. "L’inchiesta - scrive Claudia Joseph sul tabloid inglese - è stata molto complicata perché la maggior parte delle persone associate al graffitaro ha reagito con un solido muro di dinieghi e smentite". Per il Mail on Sunday gli indizi convergono comunque tutti in modo "stringente" a indicare che l’uomo nella foto di quattro anni fa in Giamaica è proprio Robin Gunningham, fino a sedici anni studente in una delle più prestigiose scuole di Bristol, la Bristol Cathedral School.

I pezzi del puzzle I conti sembrano tornare anche con i racconti della sua infanzia fatti da Banksy nel corso di alcune anonime interviste. "Robin Gunningham - dice un suo ex-compagno di scuola, Scott Nurse - era uno dei più talentuosi in arte. Non mi sorprende che sia lui Banksy". Malgrado il tabloid pretenda di averlo "smascherato", è molto improbabile che l’ineffabile Banksy reagisca allo scoop uscendo infine dall’ombra. "Non sono interessato a venire allo scoperto - ha detto una volta in un'intervista - ci sono già abbastanza stronzi importanziosi che cercano di esibire in pubblico le loro brutte faccette".

Dietro al nome un'icona Al di là dell'improbabile scoperta gridata dal Mail on Sunday dentro alla sua firma, Banksy racchiude un mondo alternativo e disincantato, capace di prendersi gioco della quotidiano vivere umano a tal punto da renderlo ridicolo e inutile. Così è, per esempio, per i famosi "rat" apparsi sui muri di Londra anagrammando la parola art. Non sarà tuttavia la "scoperta" del tabloid inglese a rendere più vero il lavoro artistico di Banksy: dietro a un nome semplice sta, infatti, un'icona che grida un messaggio universale che non deve essere decodificato.