Smascherati gli anti castaPranzi low cost al SenatoUna bufala: guarda la foto

Da giorni sul web gira uno scontrino in cui si denuncia che i prezzi del ristorante del Senato non sono stati alzati. In realtà lo scontrino è di un dipendente. I senatori pagano il prezzo pieno: vi spieghiamo il perché...

Una bufala. Tutto qua. La denuncia dell'anti casta contro i costi della politica e, in particolar modo, sui prezzi del ristorante di Palazzo Madama è un vero e proprio flop. A dimostrarlo è stato, nei giorni scorsi, il senatore leghista Cesarino Monti pubblicando lo scontrino fiscale del proprio pranzo: gli indignati del web hanno preso una vera e propria cantonata scambiando la mensa del Senato (riservato ai dipendenti) col ristorante del Senato (riservato, invece, agli onorevoli). Una semplice svista che, però, è stata usata per giorni per gettare fango addosso alla politica.

Andiamo con ordine. A causa di una violenta ondata di indignazione generale, che è degenerata in proteste e scontri davanti alle Camere, a settembre il prezzo dei piatti è stato parificato al costo dei ristoranti del centro capitolino. Morale della favola: i prezzi sono più o meno triplicati e gli onorevoli hanno smesso di farsi pranzi luculliani sborsando un euro e sessanta centesimi per un primo e 3 euro e 55 centesimi per un secondo di pesce. A deciderlo è stato il Collegio dei questori che, per arginare la rivolta anti casta, hanno messo mano al menù. E così, di ritorno dalle vacanze, i senatori si sono trovati a pagare fino a 18 euro per un piatto di gli spaghetti all'astice. Il pasto completo? E' lievitato tra i 25 e i 30. Subito i quotidiani hanno denunciato il fuggi fuggi dal ristorante di Palazzo Madama. Numeri alla mano. Si è subito registrato un calo del 50 per cento delle presenze.

Un decina di giorni fa, però, ha iniziato a circolare la foto di uno scontrino in cui si dimostrava che in realtà i prezzi della mensa del Senato non erano affatto cambiati. Anzi. Un pasto completo per soli 7 euro e 50 centesimi: trofie asparagi e speck (0,87 centesimi), insalata spinaci e parmigiano (1,75 euro), tagliata con rucola, grana e aceto balsamico (3,41 euro), ananas (0,43 centesimi), torta della nonna (0,67) e bevande (037). Uno scontrino falso? Alcuni dicono così. Tuttavia, a prenderlo per vero, salta subito agli occhi che non è uno scontrino del ristorante, ma della mensa e che è stato pagato con un badge. Nono solo: sullo Il mistero? E' stato svelato nei giorni scorsi da Monti che, al termine di un pranzo, ha pensato bene di fotografare il proprio scontrino e postarlo su Facebook.

"Vi faccio notare un paio di particolari - spiega l'esponente del Carroccio - la mensa del Senato è adibita per i dipendenti e non per i senatori". E chiede, provocatoriamente: "Secondo voi quanto deve pagare un dipendente a pranzo? Nello scontrino caricato da me trovate la scritta ristorante del Senato, infatti nella parte in basso, sulla sinistra, trovate anche il mio nome e cognome". E sbotta: "Basta con le informazioni sbagliate". Basta guardare i prezzi per capire che Monti ha perfettamente ragione: una bottiglia da mezzo litro di Ferrarelle costa 67 centesimi e un filetto alla griglia 24,06 euro. Prezzo pieno, insomma.