Sme, Berlusconi assolto in Cassazione Il Cavaliere: "Prova che la giustizia è stata usata ai fini della lotta politica"

Confermata l’assoluzione in appello del leader della Cdl che dice: &quot;Battaglia lunga 12 anni, mi ero sempre proclamato innocente&quot;. <a href="/a.pic1?ID=216102" target="_blank"><strong>&quot;Solo il 19,5% degli italiani si fida del governo&quot;</strong></a>

Roma - La sesta sezione penale della Cassazione ha confermato l’ assoluzione di Silvio Berlusconi per la vicenda Sme. Il collegio della Suprema Corte, presieduto da Giorgio Lattanzi, ha infatti rigettato il ricorso presentato dalla procura generale di Milano contro la sentenza con cui, il 27 aprile scorso, la Corte d’appello del capoluogo lombardo aveva pronunciato l’assoluzione nei confronti dell’ex premier, accusato di corruzione in atti giudiziari. Anche il pg di Cassazione Oscar Cedrangolo, aveva stamani, nella sua requisitoria, sollecitato il rigetto del ricorso.
I giudici d’appello, ai quali il processo era giunto dopo la bocciatura da parte della Consulta della Legge Pecorella, avevano infatti ritenuto di dover assolvere Berlusconi dall’accusa di aver corrotto i giudici romani per la vicenda Sme. In primo grado, invece, il 10 dicembre 2004, il leader di Forza Italia era stato assolto da una delle imputazioni, mentre per l’altra i giudici avevano dichiarato prescritto, grazie alla concessione delle attenuanti generiche, il reato di corruzione inerente il cosiddetto bonifico "Orologio", cioè i 434 mila dollari che, secondo l’accusa, erano passati da un conto riconducibile alla Fininvest, attraverso Cesare Previti, all’ex capo dei Gip di Roma Renato Squillante.

Berlusconi: "Giustizia utilizzata a fini di lotta politica" La sentenza della Cassazione che ha assolto Silvio Berlusconi per un suo coinvolgimento nella sentenza Sme dimostra che la giustizia è stata utilizzata ai fini di lotta politica. Ne è convinto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a Pesaro per la convention di Mediolanum in occasione dei 25 anni dalla fondazione. A quanto si apprende, Berlusconi, intervenuto sul palco, rivolgendosi a Ennio Doris e ai convenuti dell’incontro nazionale ha commentato la sentenza di questo pomeriggio. Due ore fa ho avuto una grande notizia, dice Berlusconi dal palazzetto dello Sport di Pesaro, da quanto si apprende, come "la giustizia è stata utilizzata ai fini di lotta politica e come questa in futuro non possa e non debba succedere più". "La Cassazione mi ha assolto - continua il ragionamento dell’ex premier, dopo una lunga battaglia durata più di 12 anni per la quale mi ero sempre proclamato innocente".

Pecorella: "Ora chi lo accusò gli chieda scusa" Lo sottolinea l’avvocato Gaetano Pecorella, uno degli storici difensori dell’ex premier, subito dopo la sentenza. Interpellato dall’Adnkronos, Pecorella non nasconde l’amarezza per "i 20 anni di sofferenza che hanno segnato la storia politica di questo Paese". "Sì - sottolinea Pecorella - dopo 20 anni il presidente Berlusconi alla fine è stato riconosciuto estraneo ai fatti di corruzione con la sentenza che ha chiuso definitivamente il processo Sme. Però sono stati 20 anni di sofferenza che hanno segnato la storia politica di questo Paese sulla base di accuse che non avevano fondamento". Certamente, ammette il difensore di Berlusconi, "un’assoluzione moralmente è sempre un risarcimento, ma ora sarebbe giusto che chi lo accusò a suo tempo gli chiedesse scusa".

Bondi: "L'assoluzione è la condanna dei suoi accusatori" "La Cassazione, assolvendo Berlusconi al termine della lunga e dolorosa vicenda Sme, ha certificato una verità inconfutabile: che c’è stato un inaudito accanimento giudiziario nei confronti del presidente di Forza Italia, da parte di una minoranza politicizzata della magistratura che per per la verità non rappresenta l’intero corpo dei magistrati italiani, i quali continuano a rispondere alle leggi e alla propria coscienza". Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, insiste: "Berlusconi fu trascinato alla sbarra nonostante i fatti dicessero chiaramente che anche in quella occasione aveva agito - a differenza di altri - solo nell’interesse del Paese. Abbiamo purtroppo assistito a un crescendo kafkiano degno della peggior deriva giustizialista". «L’assoluzione di Berlusconi rappresenta dunque una condanna senza appello per i suoi accusatori e speriamo chiuda definitivamente una interminabile pagina nera della giustizia al servizio di una parte politica".