La smemorata Julie Christie in Canada si dibatte tra Bergman e Woody Allen

Promossa ad Alzheimer, il rimbambito nei film non deve più ispirare la buffa compassione delle macchiette, alla maniera di Capannelle, ma far credere che il marasma senile sia l'inizio di una nuova vita. Ibrido fra dramma bergmaniano e commedia woodyalleniana, Lontano da lei di Sarah Polley - tratto da Nemico, amico, amante di Alice Munro (Einaudi) - prova a raccontarcela. Gli attori nei ruoli dei senescenti sono credibili quanto le snelle ventenni che fanno pubblicità ai dimagranti, ma l'inizio - stile Filemone e Bauci - è tollerabile. Poi lei (Julie Christie), moglie in cachemire d'un intellettuale canadese (Gordon Pinsent) va in confusione, e all'ospizio. Qui s'innamora di un ricoverato (Michael Murphy), meno intellettuale dell'attonito marito... La noia è profonda quanto è alta la neve del Canada.
LONTANO DA LEI di Sarah Polley (Canada, 2006), con Julie Christie, Gordon Pinsent. 107 minuti