La smentita di Sirianni: «Giuro, non sono morto»

(...) Volendo esorcizzare il fatto, ho deciso, con la mia spiritosissima moglie (per fortuna) di giocare qualche scherzo a chi telefonava, facendo davvero credere che me ne ero andato. Ho fatto rispondere a mia moglie: «Ha saputo? - ha risposto a un amico davvero preoccupato - pensi mio marito era andato con Briatore sul suo panfilo, la Gregoraci si è innamorata di mio marito e me lo ha portato via...». L’amico, impietrito, ha ribattuto: «Ma davvero? Che destino maledetto...». Immagino anche le frasi che avranno detto coloro che pensavano fossi proprio io lo sfortunato mortale: «Da un po’ di tempo aveva una faccia che non mi piaceva...» oppure: «Però la sua vita se la è goduta...» o «Però sua moglie ha una bella pensione...». A mezzogiorno in punto, strana coincidenza, passa nel golfo di Marinella lo yacht di Briatore... Sorrido e mi dico: «Ma allora sono vivo davvero... Quasi, quasi mi faccio invitare. Non si sa mai che la Gregoraci...». Vi ho raccontato le sensazioni di un uomo dato per morto. Ma nella sdrammatizzazione che ho cercato di spiegare (d’altra parte guai a non scherzare un po’ su questa cosa) una confessione la voglio fare, sinceramente: le vere protagoniste di questa giornata sono state le mie mani. Sempre e rigorosamente ferme su un certo posto...