Smentite su Bpm-Unipol, titoli in rialzo

da Milano

La Borsa non crede alle smentite ufficiali e continua a puntare su un possibile accordo fra Bpm e Unipol. Ieri entrambe le società, attraverso i loro portavoce, hanno negato che siano in corso contatti diretti o indiretti, attraverso gli advisor, come ipotizzato dalle indiscrezioni riportate da alcuni articoli di stampa. Nonostante le due prese di posizione, in Borsa i titoli interessati sono stati oggetto di forti richieste e hanno visto quotazioni in rialzo: Unipol ha guadagnato lo 0,94% a 2,4225 euro e Bpm l’1,85% a 10,45 euro. Entrambi i titoli sono peraltro reduci da un periodo negativo: negli ultimi sei mesi, soprattutto a causa del fallimento in fase avanzata della trattativa per l’aggregazione con la Bper, la Popolare di Milano ha perso il 12,64%, mentre Unipol nello stesso periodo ha registrato una flessione del 17,55%.
Secondo il quotidiano Mf di ieri tra i due gruppi non c’è ancora una trattativa ufficiale ma i contatti fra gli schieramenti sono sempre più frequenti e approfonditi, anche attraverso i consulenti del Crédit Suisse. Appena prima di Ferragosto la banca d’affari aveva annunciato di controllare poco più del 5% del capitale di Bpm, notizia che aveva alimentato le speculazioni.
Ieri, intanto, Unipol ha comunicato di aver completato la riorganizzazione del gruppo avviata a dicembre 2006 e imperniata sulla holding Unipol Gruppo Finanziario.