Smeraldo: una stagione fra show, comici operette e musical

Fra le novità del prossimo anno il ritorno di Cochi e Renato e di Aldo, Giovanni e Giacomo

Ferruccio Gattuso

Un po’ lo si deve all’ottimismo che risuona nella piacevole cadenza bolognese di Paolo Scotti, un bel po’ invece lo si deve alle cifre: «Gli abbonamenti della scorsa stagione - spiega il direttore artistico del Teatro Smeraldo - sono quadruplicati rispetto alla stagione precedente». Che è come dire: non abbiamo sbagliato niente. Lo Smeraldo ripete la formula fatta di grandi spettacoli da ascoltare e da vedere, sfoggiando un cartellone di grandi interpreti, show pirotecnici di levatura internazionale, concerti, spettacoli di danza, operette. Come al solito, una stagione zeppa di eventi, nel quale l’elemento della risata svolgerà un ruolo fondamentale. Concorrenza all’alleato Teatro Ciak? Forse, ma in effetti lo spazio del Teatro Smeraldo sembra il più adatto a contenere il prevedibile folto numero di spettatori affezionati a personaggi come Antonio Albanese (cinque anni di lontananza dal palcoscenico, dal 7 febbraio pronto a fare il mattatore in «Psicoparty»), Teo Teocoli (dal 9 marzo in «Non ero in palinsesto Show»), Giorgio Panariello (dal 21 marzo in «Se stasera sono qui...») e - che i cultori della risata teatrale si tengano forte - due ritorni che forse non è retorico definire storici: gli immarcescibili Cochi e Renato (dal 4 aprile con «Basta avere l’umbrèla») e Aldo, Giovanni e Giacomo (dal 4 maggio, con un nuovo spettacolo da definire). Una voce a parte spetta allo show fuori cartellone che, il 23 settembre, farà aprire i battenti allo Smeraldo: il circo di «Zelig Off», supervisionato come di tradizione da Gino & Michele, porterà un piccolo esercito di nuove leve del cabaret, e sempre con la formula benefica di «Zelig For Emergency», raccolta di fondi per gli ospedali di Gino Strada. Lo show verrà registrato e poi trasformato in un dvd dal probabile destino natalizio. In bilico tra comicità, malinconia e un bel po’ di autobiografia si muoverà invece la corpulenta Platinette, il cui show «Tutto di me live» promette scudisciate, provocazioni e risate. In tutta la sua esuberanza cromatica, Platinette regala un assaggio del suo spettacolo: «Leggo da un po’ di tempo - spiega con sorriso più ricco di sarcasmo che di rossetto - che il nuovo valore deve essere la moderazione. Anche in politica, non si parla che di moderatismo. Bene, io ne sono l’antitesi, sono partito dalla bulimia, ho raggiunto la froceria e, diciamola tutta, adesso aspiro alla santità. Racconterò il mio disastro esistenziale e spiegherò il grande mistero del mio successo in tv. Chiacchiero e canto, col supporto di un’orchestra swing. A me piace definirlo come uno spettacolo di contestazione, una parola che dovremmo rispolverare». L’occhio dello spettatore sarà premiato invece da show come «Tablò» di Jean-Jacques Pillet (dal 27 settembre), musical romantico che cerca di raccontare attraverso rutilanti scenografie le grandi storie d’amore del passato e del grande schermo, «Livingston oltre i limiti» (dal 19 ottobre) della compagnia Kataklò, nota per le sue originali coreografie di danza, dal nuovo spettacolo (ancora de definire) della Parson Dance Company (dal 24 gennaio) e dal ritorno del musical «Footloose», con i ragazzi della trasmissione Amici (dal 10 gennaio). Nel periodo natalizio, si ripeterà la fortunata esperienza della stagione scorsa, con la messa (questa volta all’insegna dell’Africa cristiana) la notte del 24, preceduta dallo spettacolo gospel delle Women Of God, ensemble tutto al femminile protagonista di «Gospel Mission» (dal 21 dicembre). Le due operette in cartellone sono i classici «La vedova allegra» (4-8 gennaio) e Cin Ci là (21-23 aprile), mentre alla voce concerti spiccano nomi come Cesare Cremonini (18 ottobre), Massimo Lopez in un tributo a Sinatra (3 novembre) e la cantautrice americana Tracy Chapman (10 dicembre).

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