Smog, dopo 54 giorni Milano è fuorilegge

Nel 2007 il limite era stato oltrepassato il 15 febbraio. Sei anni fa era bastato poco più di un mese

Milano è fuorilegge. Le polveri sottili hanno già superato i 35 giorni di sforamento della soglia (50 microgrammi al metro cubo) concessi dalla normativa Ue. Guardando il bicchiere mezzo pieno, il Comune legge il dato con una buona dose di ottimismo: «Siamo sulla strada giusta», assicura l’assessore alla Mobilità Edoardo Croci (anche se venerdì a Città Studi sono stati registrati 165 microgrammi al metro cubo, tre volte i limiti). Già: lo smog sarà pure alle stelle, ma negli anni passati andava pure peggio. Intanto, per totalizzare 35 giorni «neri» ne sono passati 54 da inizio 2008, mentre l’anno scorso la linea rossa era stata sorpassata già il 15 febbraio, nel 2006 il 5 febbraio. Nel 2002, addirittura, erano stati da bollino rosso tutti i primi 35 giorni. Croci coglie un altro dato positivo: «Le concentrazioni di pm10 sono decisamente più basse rispetto al passato». Dal primo gennaio al 21 febbraio le concentrazioni medie in città sono state di 62 microgrammi (il dato migliore degli ultimi 6 anni) contro i 79 del 2007. Ma Milano vince anche il confronto con gli altri Comuni dell’area critica (Arese, Limito, Meda, Monza e Vimercate): in città le concentrazioni medie si sono ridotte del 22% rispetto al 2007, fuori invece il miglioramento si è fermato al 10%. «A parità di condizioni meteo - sottolinea l’assessore - Milano ha fatto più progressi degli altri». Croci non nasconde il problema sotto il tappeto «quello dello smog è serio in tutta la Pianura Padana, e la battaglia non si vince da un giorno all’altro, ci vorranno anni»), ma ci tiene a rimarcare che «sta succedendo qualcosa». Alle soluzioni devono contribuire tutti: «La giunta ha messo in campo misure incisive per mobilità sostenibile e efficienza energetica, ma la gente deve fare la propria parte andando a piedi, prendendo i mezzi, abbassando la temperatura, usando gli incentivi per sostituire le vecchie caldaie».
È prematuro dire che i miglioramenti siano proprio merito dell’Ecopass: «Ci vorrà un anno per dire quanto incide sulle emissioni di pm10 - ammette Croci -, e rientra in una strategia di azione più vasta, dal potenziamento dei mezzi all’estensione dei bus a chiamata». Fatta la premessa, «il confronto tra le centraline ci dice che i valori nell’area Ecopass sono più bassi di quelli fuori dal confine, e questi sono meglio rispetto a quelli registrati fuori città. Dunque, in centro qualcosa sta succedendo, l’area è più pulita. Il processo sarà lento, ma la strada è giusta, i dati ci incoraggiano».
Divisi i Verdi. Secondo il capogruppo in consiglio, Maurizio Baruffi, «l’Ecopass non basta», servono «targhe alterne, un’ordinanza per abbassare i riscaldamenti, blocchi totali del traffico». Le misure di emergenza, sostiene invece l’assessore, servono «a molto poco, avanti col piano di provvedimenti strutturali». E concorda il consigliere dei Verdi Enrico Fedrighini: «Il mio appello è di evitare ciarlatanate sulla questione smog. I dati sull’Ecopass sono incoraggianti, anzi bisogna prevedere l’estensione».