Lo smog ci soffoca, ma l’emergenza sono i tavoli

Da tre giorni, e forse oggi fanno quattro, il Pm10 ( quel pulviscolo invisibile che si infila nei polmoni) è sotto i livelli di guardia. E meno male. Chi cammina, chi corre, chi porta i bambini a scuola a piedi ( a proposito ma quante mamme lo fanno? Poche a giudicare dalle code di auto che si vedono la mattina davanti alle scuole...) può tirare un sospiro di sollievo, una boccata d’ossigeno. Ma non dura. Presto, prestissimo si ricomincerà a contare i giorni d’allarme e presto, prestissimo ci sarà un nuova domenica a piedi. Che non serve a nulla, sia chiaro. Perchè a spazzare le polveri in questi giorni ci sta pensando un bel vento forte che arriva dal Nord. Però qualcosa bisogna pur fare. E se i blocchi domenicali sono il primo passo per far sì che i milanesi capiscano ci si può muovere non solo in auto, allora ben vengano. Ma non è così semplice. Magari. Se quella dello smog è un’emergenza (e lo è) la sensazione è che si sia di fronte anche un’altra emergenza, grave allo stesso modo. E cioè un groviglio indecifrabile di ordinanze, divieti, disposizioni, deroghe firmate da Comune, Regione e Provincia che si intrecciano e molto spesso si incasinano. I milanesi e chi abita nell’hinterland hanno i polmoni pieni del Pm10? Bene, serve un tavolo per capire se le cose stanno effettivamente così, ne serve un altro per verificare se la stessa cosa succede a Milano ma anche a Buccinasco e ne serve un terzo per un controllo incrociato dei risultati dei primi due. Un’esagerazione? Non del tutto. Domenica scorsa il Comune di Milano aveva bloccato il traffico senza dir nulla a nessuno e si erano infuriati tutti. Un coro di proteste dalla Provincia ai Comuni dell’hinterland. Pisapia si è cosparso il capo di cenere e ha promesso che non lo farà più. Così sono cominciate le riunioni. Oggi è fissato un Tavolo permanente sull’aria tra Regione e Comuni sopra 40mila abitanti con associazioni di categoria e Arpa, ma più o meno nelle stesse ore, ce n’è un altro Palazzo Isimbardi tra Regione, Comune, Provincia, artigiani e piccole medie imprese. E non è finita. Domattina alle 9.30 nuova riunione tra il sindaco Pisapia e i suoi colleghi dell’hinterland, però solo quelli della «prima cintura» perchè per gli altri se ne riparlerà nei prossimi giorni. Ovviamente in un altro Tavolo. E i blocchi? Ognuno ha il suo, ci mancherebbe. Così il Comune di Milano firma un’ordinanza per stoppare le auto a gasolio Euro 0, 1 e 2 senza filtro antiparticolato fino a giovedì, la Regione sabato farà entrare in vigor il suo piano ambientale che bloccherà le stesse auto fino al 15 aprile. E la Provincia si prepara a limitare la velocità delle auto ai 70 orari sulle tangenziali come ha fatto lo scorso anno. Insomma un bel caos. Servirebbe un tavolo per stabilire se i milanesi sono più stressati dallo smog o dalla confusione delle misure antismog. A naso più dalle seconde, almeno a giudicare dal record di accessi (130mila più della norma) al sito Internet di Palazzo Marino nei giorni scorsi. La sezione pià cliccata? Quella che dava notizia sui blocchi, ovviamente. Segno che non è tutto chiarissimo.