Smog, Formigoni fa un applauso ai sindaci che non fermano le auto

«Ho visto con favore il fatto che la stragrande maggioranza dei sindaci non abbia aderito al blocco del traffico di domenica». Poche parole, ma chiarissime. Lo stop alle auto deciso da Letizia Moratti in tandem con il sindaco di Torino Sergio Chiamparino non piace proprio al governatore Roberto Formigoni. Che, non certo a caso, ieri pomeriggio ha deciso di rendere pubblici i dati di «importanti ricerche che dimostrano in maniera inoppugnabile che la qualità dell’aria in Lombardia è migliorata grazie alle politiche di divieti e incentivi promosse dalla Regione». Un siluro che punta diretto su Palazzo Martino e su provvedimenti giudicati inefficaci. Dal primo gennaio al 23 febbraio, spiega il governatore con alla mano i dati dell’Arpa, l’Azienda regionale per la protezione dell’ambiente insieme e del Centro di Ricerche Ue di Ispra (Joint Research Centre), a Milano i giorni di superamento della soglia di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10 sono stati 31. Cioè il numero più basso dal 2002. «Diamo una notizia positiva ai nostri cittadini - commenta Formigoni - rassicurandoli sul fatto che l’aria che respiriamo è migliore di quella degli anni scorsi. Al di là di quanto sostengono alcune centrali allarmistiche, smentite dai dati scientifici». Ed esibisce il grafico dell’Arpa che spiega come il periodo dal 1 gennaio al 23 febbraio del 2010, rappresenti il miglior anno dal 2002: la concentrazione media del PM10 è scesa da 108 mg/mc del 2002 a 63, il numero di giorni di superamento della soglia di 50 mg/mc da 46 a 31. La decisione della Moratti e il rischio del caos vista la coincidenza con la settimana della moda? «La competenza spetta ai sindaci - assicura Formigoni - ma non dirò nessuna parola di rimprovero ai molti che hanno deciso di non chiudere il traffico in una domenica così».
Le emissioni di PM10 in Lombardia sono diminuite dal 2005 al 2007 di 1.600 tonnellate all’anno (corrispondenti ad un calo dell’8 per cento), mentre quelle delle particelle ancor più sottili (PM 2,5) sono scese di 1.725 tonnellate (il 10 per cento in meno). Nel Pm10 i dati misurati tra l’aprile 2008 e il marzo 2009, confermano superamenti solo nelle aree dove maggiore è la combustione da legna, ossia nelle vallate alpine e prealpine, mentre a Milano le concentrazioni sono molto inferiori al valore obiettivo (0,27 microgrammi per metro cubo contro una soglia di 1 microgrammo per metro cubo).
«I dati presentati dall’Arpa - assicura Corrado Clini, direttore generale del ministero dell'Ambiente - sono frutto di un lavoro svolto su solide basi scientifiche con gli esperti del JRC della Commissione Europea e sono particolarmente importanti. La riduzione degli inquinanti in atmosfera è parallela all'aumento dell'efficienza energetica, alla modificazione dei combustibili e alla riduzione dei consumi di carburante, ovvero alla riduzione delle emissioni di CO2. Inoltre, le analisi sulla qualità delle polveri, per la prima volta introdotte da Regione Lombardia in modo sistematico, mettono in evidenza una significativa diminuzione del rischio chimico: su queste basi l'Unione Europea dovrebbe considerare l'introduzione di criteri di valutazione qualitativa e non solo quantitativa in merito all'inquinamento da polveri sottili».