Smog non c’è accordo, domenica si va in auto

L’assessore Pagnoncelli: «Non c’è un linea condivisa ma le polveri sono in calo». «Le polveri sottili scendono», assicurano dalla Regione. Inoltre
intorno al tavolo permanente riunito ieri al Pirellone, i
rappresentanti degli enti locali non hanno raggiunto un orientamento
comune su provvedimenti occasionali di limitazione del traffico

Non tornano le domeniche a piedi. Nessuno stop domenicale al traffico paventato dal sindaco Letizia Moratti comeulteriore misura di contrasto allo smog da affiancare all’Ecopass. Motivo? «I livelli di polveri sottili mostrano un trend in discesa» chiosa l’assessore lombardo all’AmbienteMarco Pagnoncelli. Ma soprattutto, ieri, in Regione alla cabina di regia - il tavolo permanente di consultazione sulle politiche dell’aria - «non è emerso un orientamento comune su eventuali provvedimenti occasionali di limitazione al traffico». Come dire: «I rappresentanti degli enti locali e delle organizzazioni che fanno parte del “tavolo” si sono dimostrati ben poco interessati a provvedimenti estemporanei ». E mentre l’assessore comunale alla Mobilità Edoardo Croci prende atto, «noi ci adeguiamo», quello provinciale Paolo Matteucci chiosa che «in cabina di regia si è deciso di non decidere».

Sintesi dello svolgimento in sede regionale che Croci completa: «Al “tavolo” tutti abbiamo riconosciuto fin dall’inizio che quel che conta sono gli interventi strutturali e che la domenica a piedi ha un valore di sensibilizzazione. Premessa rispetto al blocco di domenica con chi era più disponibile e chi ha manifestato di avere qualche problema in più, di tipo organizzativo, come i piccoli Comuni». Resta comunque, osserva Pagnoncelli, la soddisfazione di aver «registrato una unanimecondivisione sui provvedimenti strutturali della Regione già attuati e che l’amministrazione Formigoni ha impostato e perseguito in questi anni su più fronti». Elenchino dell’«unanime condivisione »: limitazioni ai mezzi di trasporto pubblico locale e all’utilizzo delle biomasse, controlli obbligatori sui gas di scarico e sugli impianti termici oltre a un piano incentivi da 55 milioni di euro per sostituire veicoli e impianti di riscaldamento con nuovi mezzi e sistemi a minor impatto.

Interventi «strutturali» che non soddisfano la Provincia, parola di Matteucci, ancora in attesa «di politiche e interventi di tipo strutturale, da realizzare con una programmazione seria e condivisa». Un esempio? «L’ipotesi delle targhe alterne visti gli sforamenti dei limiti imposti dalle Ue sulla concentrazione di Pm10». Ipotesi che Legambiente non sposa. Anzi, «se si vuole la diminuzione dell’inquinamento occorre potenziare la mobilità collettiva nell’area metropolitana, cosa che la Provincia finora ha fatto poco e male». Osservazione: «Finché Filippo Penati non farà la sua parte lo smog ce lo teniamo».