Smog, gli opacimetri ci sono ma i comuni smemorati non li richiedono

Solo nove amministrazioni su cento li hanno ritirati. L’assessore lombardo Ponzoni: &quot;Bisogna intensificare i controlli&quot;<br />

La battaglia contro l’inquinamento atmosferico è quotidiana e va condotta senza abbassare la guardia. Per questo è fondamentale che i Comuni intensifichino i controlli sulle strade e si dotino degli strumenti necessari per farlo. Quali? Be’, gli opacimetri che sorpresa sono già a loro disposizione nei magazzini della Regione Lombardia e che, seconda sorpresa, molte amministrazioni comunali non hanno ancora ritirato. Motivo che spinge l’assessore alla Qualità dell’ambiente Massimo Ponzoni a scrivere una lettera ai comuni “smemorati”. L’assessore fa presente che la legge 24 del 2006 dispone che i comuni si dotino di opacimetri per il controllo in strada dei veicoli diesel e sollecita le stesse amministrazioni comunali a dotarsi di questi strumenti. “Regione Lombardia - spiega Ponzoni - per sostenere i comuni nell’adempimento di questo obbligo di legge, ha acquistare 117 opacimetri per i 100 comuni che ricadono nell’obbligo di dotazione degli stessi, e di cederli ai comuni a titolo gratuito”. Il 5 dicembre dello scorso anno, prosegue Ponzoni “La Regione Lombardia ha informato tutti i comuni della disponibilità degli opacimetri, che possono essere prenotati per la consegna” ma che solo 9 comuni su cento hanno sinora ritirato. Dunque, “sollecitiamo a richiedere gli opacimetri per poter disporre i controlli su strada da parte delle polizie locali con particolare attenzione alle emissioni dei veicoli commerciali, soprattutto in questo frangente di elevata concentrazione degli inquinanti atmosferici”. Già, in questi giorni si sono registrate “elevate concentrazioni di pm10 e biossido di azoto dovute, oltre che alle emissioni inquinanti, alla particolare e sfavorevole situazione meteoclimatica che coinvolge tutta la Regione”.