Smog, parte l’ultima crociata Ma è giallo sul centro chiuso

La morsa dello smog non molla la sua presa sulla città. Dodicesimo giorno consecutivo di superamento dei livelli di attenzione giovedì: le centraline dell’Arpa hanno certificato lo sforamento della soglia di Pm10 nell’aria, che è stata più che doppiata a Città Studi. La centralina di via Pascal ha registrato una concentrazione pari a 112 mg/mc (contro i 50 consentiti). Lunedì dovrebbe scattare la fase 2, quella più severa, delle «Disposizioni per il contenimento dell’inquinamento atmosferico». Fin qui la teoria. La pratica? Le misure forse troppo severe, le critiche piovute da ogni parte e il rischio che la città si paralizzi completamente in serata hanno fatto tentennare la giunta, che ha rimandato la decisione finale a oggi.
Per la prima volta in assoluto in Italia, il centro storico rischia di chiudere per smog. L’ordinanza vieta l’ingresso nella Cerchia dei Bastioni (l’area Ecopass) alle auto finché i veleni non scenderanno per 3 giorni consecutivi sotto la soglia di allarme. Centro off limits dicevamo, dalle 7.30 alle 19.30 da lunedì a domenica. Potranno entrare solo i residenti e le auto ecologiche (elettriche, ibride, a metano, gpl, a idrogeno). Prevista una finestra di due ore, dalle 10 alle 12 per le operazioni di carico- scarico.
Attenzione, però i divieti non riguardano solo la Cerchia dei Bastioni: non potranno circolare - quetsa misura è confermata - per tutto il giorno nemmeno i diesel Euro 3. Costretti a rimanere in garage moto e motorini a due tempi Euro 2 e diesel Euro 2. Circolano liberamente, invece, i motorini 4 tempi. Oltre alla solite categorie esentate (ambulanza, forze dell’ordine, ambulanti nelle loro funzioni, turnisti impossibilitati per gli orari di lavoro a prendere i mezzi) potranno circolare - ma non entrare in centro - i veicoli con almeno tre persone a bordo. Chi viola i divieti rischia una multa tra i 155 e i 624 euro.
La fase 2 prevede anche l’obbligo di abbassare di 1 grado la temperatura del riscaldamenti e la riduzione di un’ora della durata massima giornaliera degli impianti per la climatizzazione invernale. Il mancato rispetto dell’ordinanza prevede una sanzione fino a 500 euro.
Il sindaco, con una lettera aperta ai cittadini, la seconda nel giro di dieci giorni, ha chiesto ai milanesi di «provare» da subito a non utilizzare l’auto «per ogni spostamento per il quale abbiamo alternative». D’altronde, lo smog «ci preoccupa per la salute di ognuno di noi, in particolare per quella dei bambini e degli anziani». «Abbiamo la fortuna di vivere in una città straordinariamente operosa - ha proseguito il sindaco - eppure anche così fragile dal punto di vista dell’aria che respiriamo».
Ma «è noto a tutti che le misure emergenziali di blocco del traffico non hanno effetti sulle emissioni inquinanti. Centinaia di dati lo dimostrano» attacca il capogruppo del PdL in Comune, Carlo Masseroli. La prova? La domenica a piedi una settimana fa che «non ha avuto nessun effetto sull’abbassamento dei livelli di smog». «È chiaro - continua Masseroli - che non è sul blocco delle auto, che danneggia i cittadini, che bisogna intervenire». Così anche l’appello di Pisapia a usare i mezzi pubblici stona con i numeri: «È noto che in metropolitana - continua Masseroli - il Pm10 misurato è superiore sette volte a quello riscontrato in strada. Lì il sindaco non si preoccupa per la nostra salute?».