Smog, quando l’emergenza diventa sistema

(...) che in città sta diventando sempre più urgente. A Roma, infatti, i livelli di smog continuano a essere elevati e «le misure adottate dal Comune, sia per il sistema di monitoraggio che per il blocco del traffico risultano insufficienti» secondo la Procura, che ha disposto una perizia nell’ambito dell’inchiesta sullo sforamento dei limiti massimi di inquinamento in città. Insufficienti al punto che anche oggi è previsto il blocco dei veicoli più inquinanti nella fascia verde: «Dalle 7.30 alle 20.30, in quella zona, non circoleranno auto non catalizzate e vecchi diesel. Nella Ztl del centro storico il divieto è anche per le moto e i motorini euro 0».
Il motivo dello stop è che le tre centraline di Arenula, Fermi e Preneste hanno registrato superamenti dei limiti delle polveri sottili. Cosa che accade sempre più spesso, come sottolinea la stessa Procura che indaga sull’inquinamento. Lo studio, firmato da un pool di esperti, evidenzia infatti l’elevata presenza di polveri sottili. Non solo. Elevata è anche la presenza di ozono, prodotto dalle auto catalitiche. Per risolvere la situazione occorrerebbe un piano di risanamento dell’aria che prevede interventi strutturali. Ma in Campidoglio al momento pensano ad altro: «Come tutti i comuni italiani saremo costretti a ricorrere a misure di emergenza - ha dichiarato ieri Veltroni, a margine del convegno di Legambiente ai Musei Capitolini -. Ma non sono la soluzione del problema. Il più importante degli interventi è quello che ha bisogno del supporto di una politica nazionale: l’incentivo del trasporto pubblico».
In attesa che qualcun altro pensi agli interventi strutturali, ecco le misure d’emergenza che metterà in campo il Comune nel prossimo futuro. Centraline in aumento. Nella perizia disposta dalla Procura un ampio capitolo è dedicato proprio alla collocazione delle centraline. Non sempre installate in zone strategiche per accertare gli effettivi livelli di inquinamento. Ma l’assessore regionale all’Ambiente, Angelo Bonelli, ha preparato una nuova mappa dei controlli che porterà in giunta a giorni per l’approvazione. Secondo la delibera, aumentano da 4 a 10 le centraline che misurano il Pm 10: saranno collocate in Corso Francia, largo Magna Grecia, via Tiburtina, Fermi, via della Meloria, Cinecittà, Perestrello, piazza Cairoli, Bufalotta, villa Ada. «Ho disposto che in corso Francia e largo Magna Grecia siano subito attrezzate - dichiara Bonelli -. Per le altre bisognerà aspettare almeno 4 mesi a partire dall’approvazione della delibera». Per la prima volta, inoltre, 4 centraline misureranno il Pm 2,5, le polveri più sottili: saranno posizionate in corso Francia, via della Meloria, piazza Cairoli e Villa Ada. Raddoppiano, infine, da 4 a 8 le stazioni di rilevamento del benzene. Targhe alterne: sì, no, forse. Veltroni sostiene che «per fronteggiare l’inquinamento bisognerà ricorrere a misure urgenti, per esempio le targhe alterne». Il suo assessore all’Ambiente, Dario Esposito, sottolinea invece che «allo stato non abbiamo preso alcuna decisione su questo fronte e non abbiamo stabilito nulla. Ma non nego che le targhe alterne hanno contribuito a ridurre di un terzo i superamenti annui delle polveri sottili». La centralina di piazza Fermi attualmente segna 105 sforamenti. L’anno scorso, stesso periodo, erano 161. La legge ne consente solo 35.