Smog, una sola certezza: ripartono gli euro 3

Effetti collaterali e imprevisti(?) delle polveri sottili alle stelle? Mandare completamente in tilt la politica, a prescindere dal colore, dall’istituzione che si rappresenta, dal partito che c’è alle spalle. Come se per risolvere l’emergenza smog, che quest’anno complice il meteo è cominciata ancor prima del solito, mettere in campo tutte le soluzioni possibili, e il contrario di tutto, potesse incidere maggiormente sulla qualità dell’aria. Così ieri mentre i tecnici del Comune lottavano contro il tempo per mettere a punto la macchina Ecopass, l’assessore all’Ambiente di Palazzo Marino Pierfrancesco Maran annunciava la revoca del divieto di circolazione per i diesel Euro 3. «Al momento l’ordinanza è sospesa venerdì - corregge il tiro in serata - poi vedremo». Divieto contenuto invece nella delibera sull’area C, che dal 16 gennaio vieta l’ingresso nella Cerchia dei Bastioni per i veicoli benzina euro 0 diesel euro 0, 1, 2 e 3. Il motivo del via libera ai diesel euro 3, che fino a ieri non potevano circolare in tutta la città? «La nostra ordinanza - risponde Maran - è stata superata dai provvedimenti decisi di concerto con gli altri Comuni del milanese». Ma mentre Maran discuteva con una trentina di amministratori del protocollo emergenziale che dovrebbe scattare automaticamente in tutti i Comuni dell’hinterland, il vicesindaco e assessore all’Istruzione Maria Grazia Guida incontrava gli assessori alla scuola di Provincia e Regione e i provveditori per prendere i «suoi» provvedimenti anti smog.
Peccato che il tavolo della Provincia si sia concluso con un nulla di fatto, almeno dal punto di vista operativo. Dopo una discussione durata circa tre ore in cui gli amministratori hanno dato il loro placet al protocollo per l’emergenza smog (con differenziazione nella severità dei provvedimenti tra Comuni di prima fascia e di seconda) gli stessi sindaci si sono lasciati senza aver concordato la firma delle singole ordinanze. Nessuna decisione presa, dunque, ognuno va avanti per la sua strada. Solo un gruppetto di amministratori, guidati da Settimo milanese fanno fronte comune e si preparano per organizzare la loro sperimentazione: un mese di targhe alterne, misura abbandonata dal Pirellone anni fa e già bocciato dagli altri comuni dell’hinterland nelle precedenti riunioni.
Intorno al tavolo (un altro) Maria Grazia Guida, vicesindaco e assessore all’Educazione, Marina Lazzati, assessore all’Istruzione della Provincia, Giuseppe Colosio, direttore dell’Ufficio scolastico regionale e Giuseppe Petralia dell’Ufficio scolastico provinciale per individuare misure con le quali le scuole possono contribuire all’abbattimento dell’inquinamento e gestire le situazioni d’emergenza, come la chiusura degli istituti scolastici quando lo smog supera i livelli consentiti.
Stesso copione schizofrenico va in scena in Regione, che da una parte partecipa alla cabina di regia, costituita da alcuni Comuni, Arpa e università e dall’altra lascia andare avanti solo l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani a sottolinea la gravità per la salute dello smog. «Vedo aumentare i ricoveri e sono preoccupato per la salute dei cittadini. C’è una situazione di inquinamento pericoloso». Peccato che il suo collega ai trasporti, l’assessore Raffaele Cattaneo, abbia sottolineato più volte l’inutilità dei blocchi del traffico.