Smog, stop alle auto non catalitiche

Marcello Chirico

Anziché il 3 novembre prossimo, come previsto dalla programmazione regionale, il blocco dei mezzi di trasporto privati non catalizzati stava per partire già quest’oggi. L’assessore all’ambiente regionale Domenico Zambetti era infatti già d’accordo col governatore Roberto Formigoni ad anticipare il provvedimento, considerato il perdurare da troppi giorni dell’emergenza ambientale in Lombardia (e nell’area critica di Milano in particolare), coi valori delle polveri sottili schizzati al di sopra della soglia di pericolo per la salute. Poi, però, ieri mattina è arrivata la pioggia è il provvedimento è stato rimesso nel cassetto, «ma ero pronto a bloccare la circolazione delle auto non catalitiche» ha confermato ieri Zambetti prima di partecipare alla riunione della commissione ambiente del Pirellone, riunione nella quale l’assessore ha presentato il nuovo Piano per la qualità dell’aria che verrà adottato in Lombardia durante il prossimo inverno. È stato confermato così per appunto il prossimo 3 novembre, l’avvio del blocco per i mezzi non catalizzati - fino al 23 dicembre e poi dal 9 gennaio al 3 marzo 2006 - tutti i giorni (escluse i festivi infrasettimanali), dalle ore 8 alle 10 e dalle 16 alle 19.
Confermata inoltre la prima domenica di blocco totale del traffico, dalle 8 alle 20, per il 13 novembre. Le altre due «giornate dell’ambiente», come preferisce chiamarle l’assessore Zambetti («perchè non bisogna porre l’accento su fattori negativi, ma sul fatto che non circolare è solo il contributo che ciascuno da per migliorare l’ambiente»), verranno decise la prossima settimana e cadranno una a gennaio e l’altra a febbraio. Nessun blocco è previsto (come sempre) per il mese di dicembre «perché - ha spiegato sempre Zambetti - dobbiamo tenere conto anche dell’economia, che è da salvaguardare».
Quest’anno, e per la prima volta, saranno esentati dai blocchi i veicoli Euro 4 poiché, sono sempre parole di Zambetti, «inquinano pochissimo».
La Regione Lombardia nel 2005, per combattere la concentrazione di polveri sottili, ha utilizzato 58 milioni di euro, ma le risorse messe a disposizione per il prossimo quinquennio ammontano a 550 milioni, dei quali 400 per le misure a breve e medio termine e 150 per la ricerca e lo sviluppo dell'idrogeno. Obiettivo fissato dal piano ambientale è ridurre del 50 per cento, in appunto cinque anni, le emissioni di polveri sottili intervenendo su tutte le fonti inquinanti. La prossima settimana Zambetti incontrerà a Torino i rappresentanti della Regione Piemonte ed Emilia Romagna per firmare un protocollo e attuare un piano comune per abbattere il Pm10 «perché serve una visione comune nelle tematiche ambientali da affrontare, tematiche che non possono tenere conto di casacche o colori politici».