Smog, il ticket finisce nella polvere

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Polveri sottili oltre i livelli di tolleranza per 124 giorni dall'inizio dell'anno (e senza contare dicembre), le concentrazioni di biossido d'azoto - pericoloso soprattutto per la salute dei bambini - in crescita allarmante dopo dieci anni. Il check-up sullo stato dell'ambiente presentato ieri da Palazzo Marino è l'ennesima conferma che a Milano tira una brutta aria. Non si salva la qualità delle acque, considerata «estremamente negativa», con la sola eccezione del canale Martesana. Non usa mezzi termini l'assessore alla Mobilità, Edoardo Croci: «I livelli di smog sono preoccupanti, c'è stato un lieve miglioramento ma non basta, è necessario che le politiche in materia facciano un salto in avanti». Ma intanto, il ticket d'ingresso che fino a un paio di mesi fa sembrava l'unica soluzione ai problemi del traffico e della salute ora «non ha una data certa», il Comune «d'accordo con Regione e Provincia» conta di introdurlo «entro la fine del 2007, magari inizialmente come sperimentazione». Ma «le priorità sono altre due: il potenziamento dei mezzi pubblici e il sostegno alla “mobilità dolce”, cioè percorsi pedonali e piste ciclabili». Ed esclude pure la soluzione delle targhe alterne che domani sarà discussa in consiglio con una mozione targata Unione-Lega: «Non fanno male, ma portano benefici ambientali modesti e fronte di costi sociali altissimi sia per i commercianti che per i cittadini. Il problema dell’aria non si risolve con strumenti di emergenza ma con un piano articolato di interventi».
Gioie e dolori. Le note positive non mancano, il Rapporto sull’habitat urbano del Comune (realizzato attraverso l’Agenzia per la mobilità e con la collaborazione del Ministero all’ambiente) fotografa una città ricca, il pil pro-capite milanese nel 2004 era ben superiore rispetto alla media italiana, addirittuta più del doppio, il 71 per cento maggiore di quello lombardo e del 47 rispetto a quello provinciale. Nel corso del 2006 il Comune ha ridotto dal 37 al 25 per cento i siti ancora classificati come «potenzialmente inquinati» e ha ampliato il verde pubblico a quasi 20 metri quadrati per abitante. I milanesi producono circa il 10 per cento di rifiuti in più rispetto al valore nazionale, ma viene compensata dalla crescita della raccolta differenziata che è salita quasi al 32 per cento del totale. Pollice verso per la qualità delle acque, «sono ancora molto inquinate - afferma Croci - ma non dipende solo da Milano, il problema va affrontato almeno a livello regionale, per questo stiamo firmando Contratti di fiume con il Pirellone». In compenso, grazie ai tre impianti di Nosedo, Peschiera Borromeno e San Rocco «siamo arrivati al 100 per cento di acque depurate».
Il nodo resta sempre quello dell’aria, legata a filo doppio all’emergenza traffico. Il limite di tolleranza del pm10, quaranta microgrammi al metro cubo, al 30 novembre era già stato superato 124 volte, una media annuale di 51 microgrammi al metro cubo. Anche se la situazione è lievemente migliorata (perché non verrà battuto il record negativo del 2005 con le centraline di Milano Juvara «impazzite» 153 giorni su 365), va ricordato che la soglia europea prevede un massimo di 35 superamenti nel corso dell’anno. C’è poi la «brutta sorpresa», sottolinea Croci, delle concentrazioni di biossido d’azoto in crescita preoccupante dopo 10 anni, una media annuale di 66 microgrammi al metro cubo contro il limite di tolleranza fissato in 40 che per ora è un avvertimento e dal 2010 sarà legge. Il biossido «riduce la capacità polmonare, è pericoloso soprattutto per i bambini». Se in parte, come per il pm10, la causa va cercata nella situazione meteo, in questo caso però «la connessione col traffico è molto più stretta, è dovuto soprattutto ai motori diesel, che negli ultimi 10 anni in Lombardia sono aumentati del 400%». Avanti tutta dunque con una svolta nelle politiche sul traffico, ma «il ticket è solo uno dei 13 punti del piano che stiamo condividendo con Regione, Provincia e Comuni». Potenziamento del traffico in cima alla lista, con «200 nuovi autobus in arrivo dal 2007», poi il «raddoppio delle piste ciclabili in 3 anni».
Per l’assessore all’Urbanistica, Carlo Masseroli «è fondamentale la connessione tra sviluppo urbanistico e viabilità. Abbiamo casi come Bisceglie, dove c’è la fermata della metropolitana senza edificato intorno, e la Bicocca dove la metropolitana ancora non arriva. In prospettiva bisogna studiare lo sviluppo di nuove stazioni in sintonia con i progetti urbanistici, anche col cofinanziamento dei privati». Critiche dall’Unione: «Dopo l’inconcludente pantomima sul ticket - afferma la capogruppo Marilena Adamo - siamo ancora di fronte alla promessa di un piano del traffico che non si vede».