Smog, il vento ci salva dal blocco

Le polveri sottili si abbassano grazie alle condizioni climatiche. Il
Comune non replicherà la domenica a piedi. Ma i diesel Euro 4 senza
filtro continueranno a pagare l’Ecopass. Il sindaco: "Abbiamo ottenuto
buoni risultati&quot;. <a href="/milano/veleni_croci_montalbetti__c_e_laboratorio_contro_pm10/05-02-2010/articolo-id=419448-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Croci, Montalbetti & C e il laboratorio contro il Pm10</strong></a>

Il vento salva Milano e tutto l’hinterland. Liberi di uscire in auto domenica, il blocco del traffico è stato scongiurato. Devono continuare a pagare Ecopass invece le auto diesel Euro 4, fino a nuova comunicazione del Comune. La deroga è ancora sospesa (verrà ritirata solo dopo tre giorni consecutivi di polveri sottili nei limiti di legge) ma è ormai chiaro che il test è superato. Palazzo Marino ha preso il momento di emergenza anti-smog come un banco di prova: visto che ad aprile togliere o no la deroga sarà l’argomento chiave al conclave sul futuro di Ecopass, non è un caso che ieri mattina il sindaco Letizia Moratti, al Pirellone per discutere del blocco domenicale, ha distribuito al presidente della Regione Roberto Formigoni e al presidente della Provincia Guido Podestà il termometro del Pm10 degli ultimi giorni. I valori sono precipitati rispetto alla scorsa settimana: il 29 e 30 gennaio le concentrazioni registrate dalla centralina dell’Arpa in via Senato (area Ecopass) quota 131 e 98 microgrammi al metro cubo, domenica con il blocco sono scesi sotto il livello di guardia (35 microgrammi), poi sono lentamente risaliti ma molto sotto la media di una settimana fa (51 microgrammi lunedì, 49 martedì, 70 mercoledì). In realtà la parte del leone l’hanno fatta probabilmente più le condizioni meteo che i provvedimenti messi in campo dalle istituzioni, ma la Moratti è convinta: «Abbiamo preso atto che le misure strutturali che abbiamo adottato, la sospensione delle deroghe agli euro 4 stanno dando dei risultati, perché le concentrazioni medie di questa settimana sono inferiori a quelle di settimana scorsa. Questo è sicuramente un punto fermo importante. Quindi la nostra linea è quella di continuare a lavorare sulle misure strutturali». Per il blocco, dopo le polemiche della scorsa settimana da parte dei Comuni dell’hinterland per la scelta solitaria di Milano, ieri si è rimessa al tavolo dei sindaci che si è riunito nel pomeriggio in Regione e dove nessuno si è espresso a favore dello stop. «Condivisione» è la parola d’ordine. Anche se lo stop al traffico «è servito in un momento di particolarissima emergenza - ribadisce -. Teniamo monitorata la situazione e c’è un rafforzamento del coordinamento tra Regione, Provincia e Comuni dell’hinterland». Si è sentita ieri mattina anche con il sindaco di Torino Sergio Chiamparino e ha raccolto l’invito ad un tavolo tra i primi cittadini della Pianura padana per concordare interventi comuni contro l’inquinamento.
La domenica a piedi «sarebbe un danno inconcepibile» ammette l’assessore provinciale alla Mobilità Giovanni De Nicola, visto che sono migliorate le condizioni dell’aria (dopo la risalita di ieri intorno ai 90 microgrammi, l’Arpa prevede per i prossimi due giorni Pm10 sotto i limiti). E dopo il caso della scorsa settimana, dà una stoccata a Palazzo Marino: «Non si può bloccare Milano senza avere il consenso dei sindaci dell’hinterland». Provincia e Regione non avrebbero digerito neanche la chiacchierata su Ecopass tra la Moratti e il ministro Prestigiacomo finita (non a caso) su YouTube. Il sindaco parlava della necessità di estendere Ecopass, con l’accordo di tutte le istituzioni. Dopo l’incontro con Formigoni e Podestà il sindaco tira il freno a mano: «L’estensione? Non è nel radar dei nostri approfondimenti».
ChiCa