"Smontato l’unico indizio che avevano"

«Abbiamo sviluppato la nostra tesi secondo cui non ci sono tracce ematiche sui pedali e tutto è ruotato intorno a questo indizio, l’unico indizio che tiene in piedi l’impianto accusatorio». Lo ha detto Angelo Giarda, uno dei legali di Alberto Stasi, lasciando il carcere di Vigevano dopo l’interrogatorio di convalida di fermo da parte del gip. Anche se, a onor del vero, né i tecnici del Ris né il perito dei Poggi, Marzio Massimiliano Capra, hanno mai parlato di sostanza ematica ma solo biologica. Sostanza la cui natura non potrà mai essere individuata con le attuali conoscenze tecniche, in quanto il reperto era seriamente compromesso. Forse da un lavaggio con detergente che ha eliminato le proteine del sangue, ipotizzano i Ris, e quindi determinato l’impossibilità di una sua identificazione certa. Ma oltre alla conferma che quel materiale contenga il Dna di Chiara c’è anche la certezza che sia stata depositata da qualcuno che ne ha pestato una grossa quantità, non una semplice gocciolina. Se poi le analisi in corso dovessero accertare che il sangue successivamente trovato dentro i pedali sia della vittima, l’incrocio tra i due elementi rafforzerebbe le ipotesi dell’accusa.