Sms, i loro primi 15 anni

Compleanno storico per i "messaggini": il primo fu spedito nel 1992. Il linguista: "È la negazione dell’italiano"

Caro sms, «TAXIT15A». Vale a dire «Tanti Auguri Per I Tuoi 15 Anni». Ma vale davvero la pena festeggiare? Sì se pensiamo alle potenzialità comunicative dell’sms (agile, veloce, efficace); no se assistiamo a ciò che è diventato un sms nelle mani di un adolescente. L’allarme lanciato dal linguista Tullio De Mauro fa riflettere: «Sono sempre di più i giovani che ormai si rapportano alla parola scritta solo attraverso i tasti e il display del cellulare. Con risultati deprimenti: una sorta di tecno-esperanto dove i simboli e le icone sostituisco concetti, le abbreviazioni prendono il posto delle frasi e le singole lettere vengono usate a casaccio».

Non aveva immaginato tutto questo l’ingegnere inglese Neil Papworth quando il 3 dicembre 1992 spedì il primo messaggio su un cellulare. Digitò in maiuscolo MERRY CHRISTMAS indirizzandolo a un suo collega. Fu il primo «Buon Natale» in versione sms della storia della telefonia mobile. I cellulari allora avevano l’aspetto di un maxi telecomando e portarli in giro era appena meno scomodo di andare a zonzo perennemente con una valigia 24 ore. Di messaggini - così come li intendiamo oggi - neppure a parlarne (anzi, a scriverne). Non a caso per l’invio del mitico Merry Christmas Papworth fu costretto a usare il suo personal computer. L’sms da cellulare a cellulare verrà formalizzato invece appena qualche mese dopo, ad opera del finlandese Riku Pihkonen, impiegato alla Nokia. Da allora sono trascorsi 15 anni: i cellulari si sono tanto rimpiccioliti da sparire in una mano e le tastiere si attivano sfiorandole appena. Gli sms da mezzi di comunicazione di élite si sono così trasformati nello strumento più globalizzato di interazione sociale. Dagli sms si è passati ai foto e video messaggini.

In Italia, nell’ultima settimana del 2006, sono stati inviati oltre 150 milioni di sms di buone feste; per la fine di questo dicembre se ne prevedono 30 milioni in più. Nella speranza che l’originario Merry Christmas dell’ingegner Papworth non si trasformi in un povero «MCEMK», al posto di uno scontato, ma sempre apprezzabile, «Merry Christmas E Many Kisses».