Un sms inguaia Maran (e Pisapia)

Pisapia approda per la prima volta da sindaco alla festa del Pd. Sul palco dove non potrà sottrarsi ai chiarimenti sull’inchiesta Penati e il caso Maran. Che ora rischia di coninvolgerlo più direttamente, dopo la scoperta di un sms ricevuto da Antonio Rugari (l’uomo che avrebbe fatto pressioni su Palazzo Marino per conto dello stesso Penati) che chiama in causa il capo di gabinetto di Pisapia. «Ho parlato della questione con Baruffi e Penati - scrive Rugari -, sarei disponibile a entrare nel suo staff personale per 10mila euro l’anno». Pisapia, dunque, ha dovuto affrontare una base democratica scossa. Più contro i dirigenti del Pd che per il sindaco. Anche sul web i Pisapia boys sono scatenati. Franco D’Alfonso, assessore vicino al sindaco e al «movimento arancione», in campagna elettorale non ha usato mezzi termini per marcare la distanza da Penati: «Non credeva nella vittoria di Pisapia», ha fatto campagna «per i suoi candidati in consiglio» e solo «indirettamente per il sindaco». Ma l’assessore Stefano Boeri ribatte su Facebook: D’Alfonso «è un collega intelligente» ma «non condivido quanto dice sul rapporto tra “movimento” arancione e Pd. Sbaglia a dire che il Pd era “freddo“ e a non capire che è stato il motore della vittoria di Pisapia». Intanto, tra le «eredità» di Penati in Provincia spunta una multa da 120mila euro per violazione della par condicio in campagna elettorale. «Pagherò io» aveva garantito l’ex presidente, ma non ha mai saldato il conto.