Snaidero: «India mercato difficile ma ci crediamo»

nostro inviato a Mosca

Archiviata la terza edizione dei Saloni WorldWide (nella sede del centro Crocus Expo di Mosca), e incassato un successo senza precedenti in termini di visitatori e giro d’affari, l’eccellenza del mobile Made in Italy, questa volta sotto l’egida di Federlegno-Arredo, Ice e Confindustria, da domani fa tappa alla Fiera Index di Mumbai. La missione degli imprenditori italiani si concluderà il 20 ottobre per approdare, infine, negli Emirati Arabi Uniti nei primi di novembre.
«É prematuro esportare in India i Saloni WorldWide che tanto successo hanno avuto in Russia - ha detto Roberto Snaidero, presidente di Federlegno - Andiamo a Mumbai per presentare il design italiano in una grande mostra dell’eccellenza. Non possiamo chiedere troppo a quel mercato, ma dobbiamo affrontarlo un po’ alla volta. Non dimentichiamo che l’India è un Paese in crescita e questo ci fa guardare con ottimismo al futuro. In ogni caso il mobile italiano di prestigio ha nuovi competitor. Ne siamo consapevoli, non possiamo puntare al mercato medio-basso».
A Dubai, invece, l’Italia è presente da diversi anni, anche se si tratta di un mercato più legato al contract: «È vero - ha aggiunto Roberto Snaidero -. Stanno costruendo una grande quantità di palazzi residenziali, ma anche lussuosi edifici per attività professionali. Bisognerà pure arredarli... Ma non ci sono solo India e Paesi arabi. Guardiamo con attenzione anche alla Cina, al Giappone, alla Corea del Sud. Non abbiamo problemi ad aggredire questi mercati, le nostre forze ce lo consentono. Ma prima dobbiamo conoscerli, mettere radici. E dopo aver capito che cosa chiedono, partire con il “modello Russia”. Questa è in sintesi la strategia della nostra Federazione».
«Per noi - ha aggiunto Rosario Messina (fondatore del marchio Flou), presidente di Cosmit, il consorzio degli imprenditori del settore - Mosca è la rassegna più importante del mondo dopo quella di Milano. Basti pensare che quest’anno sono arrivati ai WorldWide visitatori di altre aree geografiche, distanti anche 3 o 4 ore di volo da Mosca. Un successo oltre le aspettative. Anche il mercato indiano offre enormi potenzialità grazie alla nuova borghesia. Laggiù, però, abbiamo un problema: non ci sono rivenditori come in Russia. Con una buona rete di rivenditori, infatti, potremmo esportare il nostro modello vincente, vale a dire i Saloni WorldWide. Per ora ci limitiamo a una presenza discreta e al monitoraggio costante. Come del resto facciamo ogni anno con le rassegne che si svolgono a Tokio e a Shanghai».