Sniffer-dogs contro i trafficanti d’animali

Roberto Filibeck

Presto saranno «arruolati» nei nuclei operativi Cites del Corpo forestale dello Stato e dislocati nei principali aeroporti italiani e porti: i primi «sniffer dogs», giovani cani di razza Labrador specializzati nella ricerca di specie animali e vegetali minacciate di estinzione e tutelate dalla Convenzione di Washington. Con l’esodo delle vacanze natalizie coincidono i viaggi oltreoceano: se l’intenzione è quella di portarsi indietro un «souvenir» in ricordo del soggiorno, ciò potrebbe costare davvero molto caro. A lanciare il monito è stato il Nucleo Cites del Corpo Forestale dello Stato, operativo al «Leonardo da Vinci», che ha appunto annunciato che per combattere il fenomeno utilizzerà anche i cani, proprio come fanno con le unità cinofile antidroga.
Ogni giorno a Fiumicino, infatti, vengono fermati decine di incauti passeggeri che, a volte ignari, comprano dei «souvenir» apparentemente banali, ma che in realtà provengono da specie protette. A rischio sono soprattutto i turisti che si recano verso le mete esotiche: il portachiavi di corallo o il pettine di tartaruga, ma anche la semplice conchiglia raccolta sulla spiaggia, oppure oggetti acquistati nei mercatini di questi Paesi potrebbero costare molto cari, perché le sanzioni arrivano fino a 9mila euro.
Per questo motivo da ieri nello scalo romano è stata avviata una campagna di sensibilizzazione, per combattere il traffico illegale di animali e piante a rischio di estinzione: un giro d’affari che a livello mondiale raggiunge cifre pari a 25 miliardi di euro all’anno. Basti pensare che solo in Italia nel 2004 sono stati compiuti circa 6mila sequestri di merci di animali e piante vivi e morti appartenenti alle specie protette dalla Convenzione Cites, l’apposita convenzione sul commercio internazionale di specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione. Allo scopo di informare i turisti sui rischi e i comportamenti da adottare è stata avviata la campagna Cites, realizzata dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio, in collaborazione con il Corpo forestale dello Stato, l’agenzia delle Dogane e Aeroporti di Roma, la società che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino.
Presso il terminal B, nella sala Partenze, è stato dedicato uno spazio espositivo permanente dotato di teche contenenti pregiati oggetti in avorio, legno, conchiglie, sequestrati ai turisti incauti. Oltre ai souvenir esotici i viaggiatori possono vedere su un grande monitor filmati dimostrativi e ritirare un opuscolo informativo tascabile.
Non si contano i trafficanti che intraprendono fiorenti attività di import-export di souvenir esotici, animali e piante il cui commercio è severamente vietato. In una delle più eclatanti operazioni gli «007» del Nucleo Cites, in collaborazione con la Dogana sequestrarono 440 chili di «Keliopora blu», una rara forma di corallo pregiato, considerato parte integrante delle formazioni coralline presenti nei mari tropicali. Singolare anche il sequestro di 13 rapaci vivi provenienti da Congo Brazzaville. Protagonista un italiano, fermato alle 4,30 del mattino nello scalo mentre transitava con aquile e falchi vivi chiusi in gabbiette e in condizioni disastrose contro tutte le regole internazionali.