Sobrio e casalingo: ecco il Natale meneghino

Quello del 2006 sarà per i milanesi un Natale più ricco rispetto a quello del 2005. Certamente ancora sobrio e con diverse preoccupazioni a condizionare lo stile di vita, ma soprattutto sarà una festa da trascorrere in casa con la famiglia, investendo oculatamente i soldi della tredicesima.
Questo il quadro generale emerso dalla ricerca effettuata da «Pubblica ReS» per conto di Confesercenti, esposta ieri alla presenza dell’assessore alle Attività produttive, Tiziana Maiolo. «Una scommessa per il prossimo Natale - l’altra novità presentata dal presidente di Confesercenti, Mauro Toffetti - sarà avere il mercatino più grande d’Europa».
«C’è una patina di pessimismo dovuta più al passato che al presente, agli anni di stagnazione economica - ha commentato Tiziana Maiolo -, mentre ora c’è un barlume di ripresa: le strade e i negozi sono già pieni, e penso che le spese di Natale saranno fatte. Per quanto concerne i mercatini di Natale inoltre, si deve capire che non creano né confusione, né sono concorrenziali; in più accrescono anche la felicità dei cittadini. L’importante è - sostiene l’assessore - che l’arredo urbano funzioni e che i mercatini osservino dei criteri estetici. Infine, visto che è parte della nostra cultura, ogni mercatino natalizio avrà un suo presepe: al termine delle feste verrà eletto il migliore».
L’indagine di Confesercenti, svolta su un campione di 800 milanesi (di cui 500 residenti a Milano e 300 nella provincia), delinea un quadro delle aspettative rivolto al futuro. Un milanese su due infatti (il 52 per cento del campione), definisce «di speranza» il Natale che verrà.
Per il 63 per cento degli intervistati, sono i prezzi il freno principale allo shopping natalizio. «Il comune ha il dovere di introdurre prezzi calmierati - la riflessione dell’assessore alle Attività produttive -, mi impegno inoltre a riappacificare il rapporto tra mercati (coperti) e città. Se da una parte non è corretto volere i mercati sotto la casa del vicino e non sotto la propria, non è nemmeno giusto che i mercati non rispettino determinate norme».
L’atmosfera di generale insicurezza generata dalla Finanziaria scalfisce anche il Natale: entrambi espressi come due fattori critici che condizioneranno le spese (dopo il caro prezzi), il peggioramento della propria situazione economica da un lato e le tasse dall’altro (28 per cento).
Milano si dimostra città oculata anche nell’investire i soldi della tredicesima. Il 48 per cento degli intervistati assicura di destinare la mensilità di stipendio in più a spese per la casa e la famiglia, il 29 per cento li metterà da parte, mentre un 26 per cento del campione ammette di indirizzarli nel saldo di debiti pregressi. Solo il 22 per cento spenderà la tredicesima in doni natalizi.
E a proposito di regali a far la parte del leone è il settore abbigliamento (43 per cento), seguito dai prodotti hi-tech (23 per cento), e dagli elettrodomestici e mobili (21 per cento). Stessa percentuale per i libri, settore nel quale i milanesi spendono più del doppio rispetto agli altri italiani. I dati indicano poi una ripresa del piccolo commercio, con oltre il 50 per cento del campione che acquisterà almeno parte dei suoi regali in piccoli negozi o mercatini natalizi.