Il "soccorso bianco" di Casini aiuta Prodi. Berlusconi attacca: "Non ha i numeri per governare"

Il Senato approva il rifinanziamento delle missioni all'estero: 180 sì, 2 no e 132 astenuti. Decisivi i voti di Udc e senatori a vita. Respinto il documento della Cdl. Prodi esulta: &quot;È una svolta politica&quot;. La replica del Cavaliere: <strong><a href="/a.pic1?ID=167024">il premier non è più legittimato</a></strong>

Roma - Alla fine il Senato ha approvato il decreto che rifinanzia le missioni militari italiane all'estero, prima tra tutte quella in Afghanistan. I voti a favore sono 180, quelli contrari 2, gli astenuti 132. La maggioranza per fare passare il decreto, com' noto, era di 158 senatori. Il quorum, dunque, è stato ampiamente superato grazie al sostegno dei senatori a vita e a quelli dell'Udc. Il "pericolo" per il governo è passato. Il premier Romano Prodi addirittura esulta: "Questo voto è una svolta politica. La maggioranza è compatta, l'opposizione è spaccata''. Ma a conti fatti senza i 20 senatori portati in dote da Casini la maggioranza avrebbe raggiunto quota 160, con un risicatissimo margine di appena due voti sopra al quorum. Un rischio enorme per la tenuta del governo. Così, invece, tutto è andato liscio e la maggioranza può anche permettersi il lusso di credersi "autosufficiente"; il vicepremier Francesco Rutelli non appena ha appreso l'esito del voto a palazzo Madama, dagli studi televisivi di Ballarò ha sottolineato che il centrosinistra ce l'avrebbe fatta anche senza l'Udc, con 160 senatori a favore. In realtà i senatori dell'Unione che hanno votato sì sono 155. La "soglia" di sopravvivenza era di 158. Al conto, quindi, mancano tre senatori.

Il voto di stasera aiuta la Nato, che in simultanea all'inizio delle votoazionia Palazzo Madama faceva sapere di contare sull'impegno dell'Italia a Kabul. Al voto finale di questa sera il centrosinistra è arrivato quasi indenne, dopo aver retto alla battaglia degli ordini del giorno, forte del "soccorso bianco" dell'Udc di Casini che rompe il fronte dell'opposizione. L'opposizione si è ricompattata intorno all'ordine del giorno Schifani (respinto con 160 voti contrari e 155 a favore), che chiedeva di dotare i nostri soldati di una serie di mezzi di difesa attiva, cambiando di fatto lo scopo della missione, la cui approvazione avrebbe di fatto rappresentato la bocciatura della azione del governo. Poi però, nel voto decisivo, la Cdl si è divisa di nuovo.

Bonaiuti: "Il governo non ha maggioranza autonoma" ''Questo governo non è legittimato a governare sulla politica estera perché non ha una maggioranza autonoma''. Cosi' il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, risponde ai cronisti che gli chiedono se la Cdl si recherà da Napolitano visto che il decreto è stato sì approvato ma senza la maggioranza politica. Bonaiuti sottolinea che ''le decisioni su cosa fare verranno prese nelle prossime ore, a partire da domani''.

Casini: "I nostri voti non sono stati decisivi" "Io non ho salvato Prodi perché se anche i nostri senatori avessero votato con il centrodestra sarebbe finito 160 a 154. 'Oggi ho difeso l'Italia e gli italiani. Il governo Prodi prima se ne va e meglio è. Noi il nostro dovere lo abbiamo fatto e abbiamo votato gli emendamenti di An e l'ordine del giorno di Schifani che chiedevano il rafforzamento dei mezzi militari in Afghanistan, ma sono stati tutti respinti per 160 a 155''.

D'Alema sprezzante nei confronti della Cdl Un cinica e meschina strumentalizzazione. Così il ministro degli Esteri Massimo D'Alema valuta l'astensione di Forza Italia, An e Lega. "E' evidente il carattere strumentale della posizione assunta da Forza Italia e An, anche di fronte al fatto che il governo si era fatto carico del problema della sicurezza dei nostri militari. C'è stato un carico di strumentalizzazione nella difficile situazione in cui si trova il Senato, per dare un colpo al governo su un tema che non si presta a strumentalizzazioni politiche così meschine come quello della sicurezza dei nostri militari".

Il voto a favore di Jannuzzi "Ho separato completamente la questione del governo da quella del decreto - spiega il senatore di Forza Italia Lino Jannuzzi -. Sono per il finanziamento delle missioni e del resto è lo stesso provvedimento che ho votato un anno fa e che alla Camera è stato votato la scorsa settimana, non vedo cosa sia cambiato in 5 giorni".

Approvato anche l'odg della Lega Passa a larga maggioranza (con 311 sì, 3 voti contrari, parere favorevole di relatore e governo) l'ordine del giorno presentato da Roberto Calderoli per garantire la sicurezza dei militari italiani e che l'esponente leghista non aveva accettato di riformulare, come chiedeva in aula il ministro degli Esteri Massimo D'Alema.