Soccorso rosso vuole l’amnistia: ora Battisti è un’altra persona

Roma - Puntualmente, è arrivato l’appello per l’amnistia. Per chiudere con gli anni di piombo ed evitare il carcere al terrorista Cesare Battisti, appena arrestato in Brasile dopo una lunga fuga, una latitanza prima alla luce del sole a Parigi, poi nell’ombra in Brasile. (I pm e Mastella: "Estradizione subito"/leggi). (La vedova Torregiani: "Vada in carcere, deve pagare"/leggi).
Prima ancora che metta piede in Italia, dove l’aspetta la condanna definitiva a due ergastoli per 4 omicidi e altri delitti, è Giovanni Russo Spena a difendere il futuro di quello che definisce un «attempato eversore». Il capogruppo del Prc al Senato sostiene che l’ex terrorista è cambiato, trasformatosi com’è in un noto scrittore di noir e, visto che da noi non è possibile la revisione del processo per un condannato in contumacia, per lui si può pensare solo a misure alternative al carcere. Meglio, si dovrebbe chiudere definitivamente con il passato di sangue e varare «un’amnistia mirata a reati connessi all’eversione di destra e di sinistra».
Insomma, il colpo di spugna che sul Giornale di ieri paventava Mario Cervi. Russo Spena si fa portabandiera di un partito che nel centrosinistra ha il suo seguito, ma per ora esce allo scoperto da solo. Dall’opposizione viene subito una reazione sdegnata, ma anche nell’Unione c’è chi dall’Italia dei valori e dalla Rosa nel pugno fa sapere di non condividere affatto una soluzione del genere.
Divampa un botta e risposta con parole di fuoco. Proposte «deliranti e giustificazioniste» quelle di Russo Spena, per Luca Volontè dell’Udc. «Incomprensibili», per Silvana Mura del partito di Antonio Di Pietro, che ricorda: «Visto che l’amnistia per i terroristi c’è già nei fatti, che almeno rimanga su di loro la doverosa onta dei reati che hanno commesso, e piuttosto si cerchi di scoprire chi e perché ha aiutato Battisti in questi anni di latitanza».
Volontè sostiene che a Russo Spena «l’antica militanza in formazioni extraparlamentari di stampo comunista impedisce di formulare un giudizio obiettivo sull’impegno che ogni forza politica deve impiegare per debellare per sempre ogni terrorismo, antico e nuovo» e si chiede come Clemente Mastella e Giuliano Amato possano essere alleati di chi parla così. Francesco Storace (An) presenta un’interrogazione in Senato al ministro della Giustizia criticando «le incredibili dichiarazioni di solidarietà» verso Battisti dei «soliti settori di certa sinistra radicale» e chiede notizie sullo stato delle indagini di altri delitti di matrice brigatista, come l’omicidio dell’allora sindaco di Firenze Lando Conti.
Russo Spena replica duramente, dicendo che il «delirio in atto è quello dei conservatori e della destra, che con l’interrogazione parlamentare di Storace assurgono a vette rilevanti». Quanto a Volontè, non capisce le sue parole: «È la Costituzione ad attribuire alla pena una funzione di recupero del condannato, avvio alla socialità e non vendetta. E ad affermare che Battisti avrebbe diritto a un nuovo processo è il candidato centrista alla presidenza della Repubblica francese, Bayrou». Russo Spena «l’ha fatta grossa», è la controreplica di Storace. Che aggiunge: «Povera sinistra, “rosso pena”». E la centrista Erminia Mazzoni dice basta con «il perdonismo fazioso che riabilita solo a sinistra». Isabella Bertolini di Fi avverte che «la tragica stagione degli anni di piombo potrà chiudersi quando le persone come Battisti avranno scontato fino all’ultimo giorno di galera». La maggioranza, aggiunge, «invece di scervellarsi sull’amnistia», dovrebbe onorare la memoria delle vittime del terrorismo, cominciando «col togliere agli ex brigatisti tutti gli incarichi pubblici con i quali ha gratificato questi campioni di democrazia e di legalità». Per l’ex Guardasigilli leghista Roberto Castelli «Battisti è un pericoloso criminale condannato da un regolarissimo tribunale, che deve scontare la pena come tutti i cittadini si aspettano che avvenga» in un paese civile.
Ma anche Enrico Buemi, dello Sdi-Rnp dice che «non è tempo di amnistia per i reati di terrorismo: Battisti deve tornare in Italia e scontare la pena». E ricorda che oggi c’è una recrudescenza del terrorismo rosso e che ciò che serve non è il colpo di spugna, ma «una puntuale ricerca delle responsabilità, garantendo che i processi siano improntati ai più rigorosi principi di garantismo».