SocGen, aumento di capitale da 5,5 miliardi

Anche Mediobanca entrerebbe nel consorzio. Il trader Kerviel resta l’unico indagato

da Parigi

Société Générale ha dato il via ai preparativi per l’aumento di capitale, destinato - nella strategia di Daniel Bouton, presidente della terza banca francese - a conseguire due scopi fondamentali: da un lato colmare il buco finanziario provocato dalle spericolate operazioni del trader Jérôme Kerviel e dall’altro scoraggiare eventuali scalate, che si rivelerebbero ormai particolarmente onerose. L'operazione ufficializzata ieri prevede una ricapitalizzazione per 5,5 miliardi, circostanza che dovrebbe consentire alla banca transalpina di leccarsi anche un’altra ferita: il deficit di 2 miliardi a seguito dell’esposizione ai subprime. L’aumento di capitale - che avrà luogo tra il 21 (giorno della pubblicazione del bilancio relativo all’esercizio 2007) e il 29 febbraio - sarà garantito da due banche d’affari statunitensi: JPMorgan e Morgan Stanley (nel consorzio, secondo fonti finanziarie, ci sarebbe anche Mediobanca). Gli azionisti attuali avranno un diritto di prelazione e il comunicato diffuso ieri da SocGen dice che sarà fatto di tutto per «proteggere i loro interessi» e per «associarli il più largamente possibile» alla ricapitalizzazione.
Il prezzo stabilito da SocGen per la cessione delle nuove azioni è basso: 47,5 euro, ossia il 40% meno della chiusura di venerdì scorso (77,72 euro). Ieri l’annuncio dell’aumento di capitale ha favorito il deprezzamento dell’azione, che ha lasciato sul terreno il 4,73%, chiudendo a 74,04 euro. Il calo è anche la conseguenza delle voci secondo cui Bnp-Paribas starebbe orientandosi a rinunciare a un’eventuale opa su SocGen, temendo l’efficacia della strategia difensiva predisposta da Bouton. Ieri gli analisti finanziari parigini si sono trovati a commentare prima l’indiscrezione della Lettre de l’Expansion, secondo cui Bnp-Paribas sarebbe pronta a pagare le azioni SocGen fino a 93 euro pur di prendere il controllo della banca rivale, e poi le voci in senso opposto, fatte circolare proprio da Bnp-Paribas, secondo cui non ci sarà alcun attacco frontale al capitale SocGen (almeno per ora).
Sul piano giudiziario, proseguono le indagini a carico di Kerviel che si trova in carcere a Parigi. I magistrati inquirenti vogliono capire soprattutto se disponesse di complici all’interno di SocGen e se le sue speculazioni siano state volte a accumulare una sorta di «tesoro» personale in qualche paradiso fiscale (si parla di un beneficio di 1,4 miliardi, realizzato da Kerviel a fine 2007). Un dipendente della Fimat, filiale di SocGen attiva nell’intermediazione finanziaria, è tornato a piede libero nel weekend dopo essere stato trattenuto due giorni in stato di fermo a Parigi.