SocGen, Bnp-Paribas scopre le carte: «Siamo interessati»

Sarebbe il secondo gruppo bancario europeo. Una soluzione che piace al presidente Sarkozy

da Parigi

Bnp-Paribas, che ha appena annunciato un utile record di 7,8 miliardi nel 2007, ha ammesso per la prima volta di interessarsi a Société Générale. «Tutti riflettono su quell’argomento e lo facciamo anche noi!», ha detto ieri un portavoce del gruppo. Che, secondo il quotidiano economico parigino Les Echos, sta già studiando il lancio di un’operazione per prendere il controllo di SocGen.
La fusione tra quest’ultima e il gruppo Bnp-Paribas, che controlla tra l’altro Bnl, farebbe nascere un gigante bancario con una capitalizzazione di Borsa intorno ai 100 miliardi, con 280mila dipendenti nel mondo intero e con 15 milioni di clienti nella sola Francia. Quel gruppo sarebbe al secondo posto in Europa alle spalle dei britannici di HSBC. Michel Pébereau, presidente «storico» della Banque nationale de Paris (Bnp), lanciò nel 1999 una duplice Opa su Paribas (riuscita) e su SocGen (fallita). Adesso pensa di tornare alla carica e - guarda caso - è stato recentemente ricevuto all’Eliseo per un colloquio con Sarkozy. Oggi la capitalizzazione di Borsa di SogGen è vicina ai 38 miliardi. La cifra da scucire in caso di battaglia a suon di Opa e contro-Opa sarebbe enorme. La direzione è quella, ma prima di scoprire le carte Bnp-Paribas riflette a tutte le ipotesi. Forse Pébereau spera che l’attacco venga lanciato da una banca straniera, circostanza che gli permetterebbe di scendere in campo come «cavaliere bianco». SocGen è disastrata da una raffica di perdite - 4,9 miliardi a seguito delle surrealiste speculazioni del trentunenne trader Jérôme Kerviel (oggi in libertà provvisoria) e almeno due miliardi per la vicenda americana dei subprime - e il suo capitale è troppo frazionato per essere facilmente difendibile di fronte a un’Opa. Dunque il potere politico francese - innamorato del proprio «patriottismo economico» - spera che un gruppo nazionale come Bnp o il Crédit Agricole si mangi SocGen prima di qualche predatore straniero. Il presidente Nicolas Sarkozy ha spinto chiaramente in quella direzione, dicendo che non consentirà il passaggio della banca in mani straniere. La Commissione europea è intervenuta ripetutamente, chiarendo che - se ci fosse un’Opa di una banca comunitaria - le autorità di Parigi non potrebbero che rispettare le regole del mercato. C’è anche l’ipotesi che Bnp-Paribas e l’Agricole intervengano in modo concordato, spartendosi poi gli attivi di SocGen, banca che conta a livello mondiale ben 130mila dipendenti. Proprio questi ultimi vedono come il fumo negli occhi l’eventuale perdita dell’indipendenza da parte di SocGén: pensano che il gioco delle sinergie farebbe saltare parecchi posti di lavoro.