SocGen, Sarkozy attacca Bouton: «Devi andartene»

In realtà il capo dell’Eliseo vorrebbe celebrare le nozze della «banca del buco» con Crédit Agricole o Bnp-Paribas

da Parigi

«Non è normale che il presidente di una banca resti al proprio posto dopo che sono stati gettati via 4,9 miliardi di euro», dice il presidente francese Nicolas Sarkozy a proposito di Daniel Bouton, timoniere del gruppo francese Société Générale, che ha 150mila dipendenti nel mondo, ma che è stato fragilizzato dalla scoperta di un «buco» di grandi dimensioni nei suoi conti. In gennaio si è saputo che il trader Jérôme Kerviel, 31 anni, aveva portato la banca sull'orlo del baratro, bruciando appunto una cifra vicina ai 5 miliardi di euro in speculazioni perlomeno azzardate. Inoltre SocGen ha perso circa due miliardi a seguito dei mutui subprime Usa. C'è stato anche un sospetto di insider trading per la vendita, da parte di un membro del cda, di azioni della banca poco prima che venissero annunciate le cattive notizie. Infine è in corso un processo per «riciclaggio» a seguito di alcune ambigue transazioni effettuate da SocGen (e da altre banche) negli anni scorsi. Bouton ha rassegnato le dimissioni un mese fa, all'annuncio del «caso Kerviel», ma si è trattato di un gesto pro forma: il cda gli ha confermato la fiducia e lui si è ben guardato dall'andarsene davvero. Anzi, ha varato un aumento di capitale di 5,5 miliardi di euro per rimettere un po' d'ordine nei conti del gruppo.
L'Eliseo ha una strategia precisa per SocGen, banca privatizzata nel 1987: quella di costringerla al «matrimonio» con uno dei due giganti della finanza transalpina, ossia Crédit Agricole o Bnp-Paribas. Sarkozy, fautore della strategia dei «campioni nazionali», teme che SocGen diventi preda di uno scalatore straniero. Meglio combinare una bella fusione Made in France. Bouton non vuol saperne, convinto che SocGen possa andare avanti da sola e che non corra particolari rischi anche se il suo capitale è molto frazionato. Dunque se ne infischia delle pressioni dell'Eliseo. Ma ieri Sarkò ha perso la pazienza e ha attaccato Bouton, che secondo lui, vista la situazione critica dovuta all'insufficiente vigilanza, «si è rifiutato di trarre le dovute conclusioni. Non posso proprio rendermi conto di una situazione del genere!», ha aggiunto il capo dello Stato a proposito della cocciutaggine con cui Bouton difende la poltrona. Proseguendo l'attacco frontale, Sarkozy ha affermato che «è inconcepiblile farsi pagare 7 milioni di euro l'anno e poi - se c'è un problema - far finta di non avere alcuna responsabilità». L’attacco, tuttavia, non è piaciuto al Medef, la Confindustria francese, che ha esortato Sarkozy alla cautela.