Social card in accelerazione: attivate 423mila

Roma. «La carta acquisti va trattata con serietà per rispetto nei confronti di chi ha bisogno. I dati che abbiamo sono opposti a quelli che vengono fatti circolare». Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha colto l’occasione di un incontro con la stampa organizzato a Via XX Settembre per mettere a tacere le polemiche degli ultimi giorni sui presunti malfunzionamenti della social card, la prepagata per le fasce deboli che lo Stato ricarica con 40 euro al mese.
E lo ha fatto cifre alla mano. Da dicembre a ieri alle 13.35 erano state attivate 423mila carte su un totale di 580mila richieste. Si tratta di una percentuale del 73 per cento. Il restante 27% non è stato erogato perché i richiedenti non erano in possesso dei requisiti di reddito previsti dalla normativa e solo in minima parte per assenza o incompletezza dei dati.
«È un esperimento che si sta adattando progressivamente», ha puntualizzato Tremonti ricordando che «è stato utilizzato l’indicatore Isee (il cosiddetto redditometro) che è discutibile ma era l’unico strumento che potevamo usare». I disguidi sono sorti anche per la mancanza di una banca dati che solo ora si sta predisponendo. La platea stimata di 1,3 milioni di potenziali beneficiari è stata informata con 1,3 milioni di lettere. «Per favore, non polemizziamo sulla povertà», ha tagliato corto il ministro precisando che i numeri non giustificano le drammatizzazioni giornalistiche nelle quali si descrivono i pensionati umiliati alle casse dei supermercati perché la social card non funziona.
Infatti, con le 423mila carte caricate sono state effettuate oltre 680mila transazioni per un importo medio di 33 euro. L’82% delle operazioni si è svolto in supermercati e negozi di alimentari. «Ci dispiace enormemente che si siano verificati degli incidenti, ma era la prima volta», ha concluso Tremonti ricordando che, nonostante i destinatari fossero stati avvisati dell’attivazione della carta entro 48 ore dall’emissione, molti anziani l’hanno utilizzata subito incorrendo in situazioni imbarazzanti. L’ideale è raggiungere la platea di 1,3 milioni di cittadini inizialmente ipotizzata e anche per questo motivo saranno riaperti i termini di adesione. D’altronde le risorse a disposizione ammontano a circa 1 miliardo di euro: 650 milioni dalla manovra triennale e dal dl anticrisi, 250 milioni da donazioni di Eni ed Enel e 200 milioni in arrivo dal ddl sviluppo in esame al Senato.
La ricchezza di dettagli del ministro nel descrivere i risultati conseguiti è orientata a descrivere gli effetti positivi delle misure fin qui adottate dal governo per contrastare la recessione. Ad esempio, il bonus famiglie di gennaio che potrà raggiungere i mille euro si confronta «con il piano tedesco che dà solo 80 euro alle famiglie, mentre il bonus francese è molto piccolo».
Il tasto dolente è sempre quello dell’invettiva politica, tenuto conto di un’opposizione parlamentare che quotidianamente imputa a Tremonti di non aver fatto abbastanza per sostenere l’economia. «Non è giusto sostenere la domanda facendo nuovo debito»: gli interventi Usa «non sono stati risolutivi». L’Italia non aveva bisogno di indebitarsi giacché disponeva di 112 miliardi di fondi Ue. L’importante sarà orientarli non solo «alla logica di sviluppo infrastrutturale, ma anche a una logica sociale» e di questo si discuterà settima prossima nella conferenza Stato-regioni. «L’importante è spendere bene».