Social card alle famiglie: aiuto per 1,3 milioni Crisi, la Ue rilancia con un piano da 200 miliardi

La Carta acquisti da 40 euro in
distribuzione da dicembre. Si potranno comperare generi
alimentari e avere le tariffe agevolate Enel. E la <strong><a href="/a.pic1?ID=309281" target="_blank">Commissione Ue interviene con un piano straordinario</a></strong>, Barroso: &quot;Emergenza senza precedenti&quot; 

Roma - Una carta di pagamento anonima, blu e con un’onda tricolore nel mezzo. La principale misura di welfare del governo sta dentro un bancomat, di quelli in dotazione ai clienti delle Poste, che sarà distribuito a circa 1,3 milioni di italiani.

Confermate le caratteristiche principali e le cifre. La vera novità del battesimo ufficiale della Carta acquisti, con i ministri Giulio Tremonti, Maurizio Sacconi e il sottosegretario alla Presidenza Paolo Bonaiuti, è che il gradimento è bipartisan. La misura, anche ieri criticata dalle opposizioni e dalla Cgil, secondo un sondaggio realizzato dall’istituto Piepoli, piace al 76 per cento degli italiani. Giudizio positivo anche per il 75 per cento degli elettori del Partito democratico e di Italia dei valori oltre che per l’82 per cento di quelli che si riconoscono nel Pdl o nella Lega Nord.

Ricarica da 120 euro e 5% di sconto. L’entità del bonus mensile è confermata: 40 euro così come la prima «ricarica» di dicembre, che sarà di 120 euro per recuperare ottobre e novembre. Le prossime saranno bimestrali e di 80 euro. Ma la carta servirà anche ad accedere alle tariffe sociali Enel «che - precisa Tremonti - già esistevano, ma che erano di fatto congelate».

Tra gli aspetti ancora da definire c’era quello degli sconti nei negozi alimentari convenzionati. L’accordo con gli esercenti è arrivato dopo mesi di trattative tra le associazioni della grande distribuzione e il governo. L’entità della riduzione «per il momento è del 5 per cento, ma non è detto che non possa aumentare», spiega il ministro. Il singolo commerciante potrà decidere di applicare riduzioni maggiori.
Fa fede il «riccometro». I due mesi di ritardo nel varo della carta sono da imputare alle difficoltà nell’individuare la platea degli aventi diritto. «Li abbiamo scelti in base ai nostri archivi». E cioè attraverso l’Isee, il cosiddetto riccometro. Un metodo fallibile, ma «non avevamo alternative», ha spiegato il ministro dell’Economia.

Tra martedì e mercoledì sono già state recapitate 300mila lettere ai potenziali possessori e nei prossimi giorni ne partiranno altre 500mila. Poi ci sarà una campagna informativa. I potenziali interessati saranno indirizzati verso uno dei circa 9.000 uffici delle Poste, ma anche ai Caf, patronati e realtà del terzo settore come la Comunità di Sant’Egidio o il Banco alimentare. A loro è affidato il compito di informare e dare assistenza a chi richiede la carta.

Agli anziani e famiglie con figli piccoli. Anche perché i requisiti non sono di semplice lettura. Potranno chiedere la Carta gli ultrasessantacinquenni, con cittadinanza italiana e residenza in Italia e un reddito annuo fino a 6.000 euro. Il tetto del reddito sale a 8.000 euro per gli ultrasettantenni. In tutto gli anziani sono la fetta più grande, circa un milione di persone. Poi ci sono 300mila famiglie con bambini sotto i tre anni, sempre con cittadinanza italiana e residenza in Italia. In questo caso l’Isee dovrà indicare un reddito fino a 6.000 euro. Ci sono poi altri limiti, come l’essere proprietari di una sola casa di abitazione, una sola utenza elettrica, due del gas (una nel caso degli anziani), al massimo due autoveicoli e avere meno di 15mila euro di risparmi in banca.

In tutto, a regime, la carta costerà 450 milioni di euro. E i privati potranno contribuire. «Oltre agli aiuti statali - auspica Sacconi - potranno arrivare donazioni, anche da singoli cittadini, che ci auguriamo essere sempre crescenti». Per il momento, alla copertura per il 2009 hanno contribuito l’Eni e l’Enel rispettivamente con 200 e 50 milioni di euro.

Il gradimento dei sondaggi per la carta non ha fermato le polemiche. La carta è una «drammatica beffa» per il ministro ombra dell’Economia Pier Luigi Bersani. «Umiliante» secondo il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro. Strumento «vecchio» per il leader della Cgil Guglielmo Epifani. Obiezioni infondate secondo il governo. Anche perché, spiega il ministro del Lavoro, «per la prima volta ci si esercita nell’identificazione di un’area di bisogno assoluto». Un pezzo di Paese - chiosa Tremonti - «che c’è, esiste e non è mai stato considerato a sufficienza».