La «Social card» parte a dicembre: sarà retroattiva

Il dispositivo per anziani e fasce deboli darà 40 euro mensili e sconti nei supermercati

da Roma

Andrà a beneficio di più persone rispetto alle previsioni, partirà a dicembre e sarà retroattiva, nel senso che i destinatari avranno i 40 euro mensili anche di ottobre e novembre. Novità e tempi confermati per la social card. I due decreti attuativi della principale misura fino ad oggi adottata dal governo per le fasce di popolazione più esposte ai rincari, sono quasi pronti. Partirà da dicembre e non riguarderà più solo gli anziani. La platea dei beneficiari, come anticipato dal Giornale, si amplia oltre il milione di persone, rispetto agli 800mila inizialmente previsti. Il ministero dell’Economia e quello del Welfare, stanno ancora facendo le simulazioni, ma sembra si stia andando verso l’individuazione di due limiti di età e di reddito: gli ultra 70 enni sotto 8mila euro all’anno e gli ultra 65enni con seimila euro, escludendo i redditi delle prime abitazioni. Avranno diritto alla carta anche le famiglie con figlio a carico sotto i 3 anni, sempre con meno di seimila euro all’anno.
Definiti, insomma, quasi tutti gli ultimi particolari. Ed è pronta anche la tessera tipo bancomat che si potrà utilizzare nei Pos dei negozi e agli sportelli automatici. «Abbiamo fatto vedere il prototipo al presidente del Consiglio. Dobbiamo discutere le prospettive, sarà retroattiva per due mesi, novembre e ottobre, e poi sarà a regime», ha spiegato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
Da definire alcuni importanti aspetti della carta. Il governo sta ancora trattando con la grande distribuzione per gli sconti. La carta, oltre ai 40 euro mensili, dovrebbe infatti dare diritto anche a sconti su alcuni generi di prima necessità acquistati nei supermercati. Mercoledì c’è stato un nuovo incontro tra i rappresentanti dell’esecutivo e quelli dei commercianti per mettere a punto i dettagli. Inoltre, ha spiegato Tremonti, «abbiamo già iniziato a discutere anche per la tariffa sociale dell’Enel, una cosa già prevista dalla legge».
Per quanto riguarda le risorse a disposizione, confermati i 170 milioni di euro già in cassa per finanziare il bonus di 480 euro all’anno, ai quali si sono recentemente aggiunti i 300 milioni delle multe Antitrust. E non sono escluse novità in corsa, come risorse provenienti dai privati che permetterebbero un ulteriore allargamento degli interessati. Giorni fa il Consiglio di stato ha bocciato il ricorso al finanziamento previsto con i conti dormienti. Il governo punta ora a rimpolpare le risorse utilizzando non solo i conti abbandonati ma anche recuperando alcuni fondi delle Poste, definiti aiuti di stato dal Bruxelles.
Tra circa un mese, chi ha diritto alla carta riceverà un avviso dall’Inps. Poi potrà fare richiesta direttamente alle Poste. Per i requisiti, farà fede l’Isee, il cosiddetto riccometro, e un’autocertificazione con la quale si dovrà escludere il possesso di seconde case o di investimenti finanziari.