Il socialista che vuole le pensioni stile Sarkò

Nel futuro prossimo, potrebbe essere l’anti-Sarkozy. Nei sondaggi, passati e presenti, lo è già. Il socialista Dominique Strauss-Kahn, se si votasse oggi in Francia, batterebbe infatti il presidente: 59% delle preferenze contro 41%. Per ora Strauss-Kahn - detto DSK - non fa politica a Parigi. Segue l’economia e la finanza mondiali come capo del Fondo monetario internazionale a Washington. È stato proprio Nicolas Sarkozy, mormorano da sempre i più maliziosi, a offrirgli quest’esilio dorato, per allontanare da sé un pericoloso rivale. Che adesso, indirettamente, sembra avergli fatto un favore. Il suo Fondo monetario internazionale (Fmi) ha infatti pubblicato mercoledì un rapporto, compilato da diversi economisti, che spiega come nei 33 paesi dell’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, sia auspicabile l’innalzamento dell’età minima pensionabile, unico modo per evitare una diminuzione dei sussidi.
Nel documento è scritto: «Un rialzo di due anni dell’età legale basterebbe a stabilizzare le spese di pensionamento». Due giorni dopo, il Senato francese ha approvato il provvedimento più controverso del progetto di riforma delle pensioni della maggioranza: l’aumento dell’età minima da 60 a 62 anni. Si tratta del più grande dei tabù per l’opposizione socialista, che sfilerà domani con sindacati e lavoratori per la quarta volta in un mese. Il 2 ottobre, quasi un milione di francesi ha manifestato contro la riforma.
Secondo un sondaggio Ifpop delle ultime ore, un francese su sette condivide la mobilitazione sociale di domani. Nonostante i numeri e nonostante la protesta, la riforma di Sarkozy va avanti, estremo tentativo di ripresa di un presidente a picco nei sondaggi (la sua popolarità è scesa ancora questo mese, è al 26%). Il suo partito, l’Ump, non si è fatto sfuggire l’occasione di queste ore. Alla vigilia dello sciopero, ha fatto scendere nell’arena l’assente più rumoroso della politica francese. Il rapporto del Fmi - ha scritto il quotidiano Le Figaro - crea un problema alla sinistra francese: la destra fa di DSK un nuovo «alleato». Il ministro del Lavoro Éric Woerth lo ha addirittura ringraziato: «Grazie Dominque Strauss-Kahn per non rimanere in una posizione ideologica e unicamente elettorale e per essere un uomo di Stato responsabile». Il segretario di Stato Laurent Wauquiez si è rallegrato per la «cacofonia» interna al partito socialista.
Da sinistra, Marisol Touraine, socialista vicina a DSK, chiede alla destra di occuparsi dei francesi, invece di «immaginare d’avere l’appoggio» di Strauss-Kahn. Altri socialisti spiegano che il rapporto è indipendente dalla volontà del loro compagno di partito. Il capo del Fmi intanto tace: il suo ruolo gli vieta di prendere posizione sulla politica nazionale. In maggio, però, aveva già dimostrato un approccio diverso rispetto al suo partito sulla questione delle pensioni. In un’intervista a France 2 aveva detto che «non devono esserci dogmi» sull’età minima. «Se si vivrà fino a 100 anni, non si continuerà ad andare in pensione a 60», aveva chiarito. Già allora, la destra si era entusiasmata e la sinistra, visti i sondaggi più che favorevoli a DSK, aveva lasciato passare.
Qualcuno sulla stampa francese vede nel tentativo di tirare a destra DSK un’abile mossa degli strateghi di Sarkozy per togliere al rivale voti a sinistra, ora che il presidente tenta un’ultima offensiva. Sarkozy «nonostante i sondaggi molto bassi, sta ancora una volta tramando il suo ritorno», ha scritto questa settimana l’Economist. Il presidente negli ultimi 18 mesi del suo mandato spera di rafforzare la propria immagine, in casa e all’estero. Nell’immediato, punta sulla riforma delle pensioni, su un prossimo rimpasto di governo, sulla presidenza francese al G20 a metà novembre, su un ruolo più centrale della Francia nei colloqui tra israeliani e palestinesi.