Socialisti, Ségolène vicina alla vittoria

ParigiSégolène Royal potrebbe essere la nuova leader dei socialisti francesi anche se le correnti storiche del partito si sono tutte schierate contro di lei. Ieri 140 membri della principale formazione politica della sinistra transalpina sono andati alle urne per eleggere il nuovo segretario del Partito socialista, successore di François Hollande (ex coniuge della Royal e padre dei suoi quattro figli).
La carica degli elefanti si è scatenata per tutta la giornata di ieri, ma sembra essere clamorosamente fallita. «Elefanti» è il soprannome dei leader tradizionali del Partito socialista francese, sempre pronti a scannarsi tra loro a ogni congresso, ma poi altrettanto disponibili a spartirsi il potere e l’influenza nella loro formazione politica come nelle pubbliche amministrazioni da questa controllate. Il congresso nazionale del Ps ha avuto luogo lo scorso weekend e ha visto gli iscritti ripartirsi in quattro correnti: quella dell’ex candidata presidenziale Ségolène Royal (odiata dagli «elefanti»), quella del sindaco di Parigi Bertrand Delanoë, quella della sindachessa di Lilla Martine Aubry e quella delle sinistre interne filocomuniste, guidata dal deputato europeo Benoît Hamon.
Il congresso non ha portato ad alcun risultato, salvo quello di coalizzare tra loro le correnti di Delanoë e della Aubry, figlia di Jacques Delors. Dunque gli «elefanti» sono partiti alla caccia di Ségolène Royal, con la chiara intenzione di spazzarla via dal vertice socialista. Invece sembra che il risultato sia stato molto diverso dalle loro speranze: alle 0,30 di questa notte Ségolène Royal veniva data vincente col 53 per cento dei voti, ma la prudenza era d’obbligo perché la lotta è proseguita a colpi di polemiche e di stime contrastanti.
L’altroieri gli iscritti al partito hanno votato per eleggere il segretario e l’esito è stato il seguente: 43 per cento alla Royal, 34 per cento alla Aubry e 23 per cento ad Hamon. Subito quest’ultimo ha chiesto ai propri sostenitori di sostenere la Aubry al ballottaggio, svoltosi ieri sera tra le ore 17 e 22. Si è così ricostituito il vecchio fronte degli alti burocrati socialisti: dietro la Aubry c’erano tutti i principali esponenti storici del partito, decisi a rilanciare la vecchia linea del fronte con i comunisti pur di contrastare le ipotesi di centrosinistra avanzate dalla Royal (fautrice di un’intesa con i centristi di François Bayrou allo scopo di battere Nicolas Sarkozy alle prossime presidenziali, in calendario per il 2012).
Anche stavolta la Royal potrebbe dunque creare la sorpresa, mettendo gli «elefanti» in grossissime difficoltà e assumendo la guida del partito con la sua équipe di giovani, che dicono di voler modernizzare la polverosa sinistra transalpina. Tra quei giovani c’è Manuel Valls, socialista francese di origini catalane (è nato 46 anni fa a Barcellona), che come sindaco della città di Evry, nella regione parigina, si è mostrato abile e deciso. Quando lo scorso anno Sarkozy è entrato all’Eliseo, ha offerto ad alcuni esponenti socialisti di entrare al governo. Bernard Kouchner ha accettato il dicastero degli Esteri. Valls è andato all’Eliseo a parlare con Sarkozy, ma gli ha detto di non essere disposto a uscire dal proprio partito. Adesso Valls è il braccio destro di Ségolène Royal.
Per la Aubry l’eventuale sconfitta è una clamorosa umiliazione personale. L’ex ministra del Lavoro del governo Jospin, autrice della legge sulle 35 ore, sembra proprio non essere riuscita a spuntarla pur disponendo sulla carta di condizioni a lei molto favorevoli. Oggi potrebbero comunque esplodere polemiche e potrebbero esserci richieste di ricontare le schede.