Società di corse e guidatori tengono in ostaggio l’ippica

È con dispiacere che mi vedo costretto a riportare il discorso su Maurizio Mattii, instancabile animatore «a senso unico» di un sito Internet che ha come obiettivo fare una sorta di «lavaggio del cervello» a chi la pensa diversamente da lui (e verosimilmente si tratta della stragrande maggioranza degli ippici di buonsenso). Il signor Mattii sta vivendo il delirio di onnipotenza che già altre volte gli è costato molto caro e questa volta sta rischiando un bis. In questi giorni, in vista del probabile incarico e ritorno in sella o in seno all'Unire, nel suo sito sta elargendo pagelle a tutto e a tutti, anche al ministro De Castro, reo di non avere defenestrato l'«odiato» segretario generale dell’ente Panzironi a calci nel sedere, ma di averlo civilmente ascoltato. E così contro De Castro ha cominciato a minacciare anatemi, rivolte di categorie e sfracelli vari, frutto ormai della sua fantasia, preda del delirio di cui sopra. Nelle precedenti elucubrazioni il nostro si era scagliato contro l'avvocato Zambelli, presidente dei proprietari di galoppo, il quale giustamente non vorrebbe subire per la sua categoria, o quanto meno non solo per la sua, sacrifici che ritiene non possano essere sopportati. Secondo Mattii, non solo non doveva parlare, ma subire e tacere, perché adesso c'è lui che pensa a rimettere a posto tutto, dispensando a suo giudizio e arbitrio come e quando dovranno pesare, sempre sulle spalle degli altri, tutti i sacrifici.
Ma tutti ormai si sono resi conto che il signor Mattii si è guardato bene dal parlare delle Società di corse e delle dichiarazioni del commissario che ha detto: la convenzione attuale è un pezzo di carta straccia e quindi va ritrattata, ovviamente su basi economiche più vantaggiose per le società di corse. Perché non risponde allo scandalo degli allenatori inesistenti che non servono ad altro che a coprire e garantire il vero allenatore in caso di doping dei cavalli? Perché parla sempre degli stipendi dei dirigenti Unire, è forse invidioso o vorrebbe che uno di questi stipendi fosse il suo? Veramente il commissario Melzi pensa di riformare l'ippica con questi soggetti? Ritengo che in questa maniera l'ippica verrà definitivamente affossata.
Mi spiace soltanto che chiunque non la pensi in un certo modo debba essere considerato un nemico della patria, da combattere avversare e schiacciare se possibile. Se vogliamo fare ripartire il settore, le cose devono stare al loro posto, senza che nessuno si senta investito di poteri straordinari, a parte il commissario, le categorie siano singolarmente rappresentate e non da un organismo «fantasma» come l'intercategoriale che a termini di regolamento Unire non ha alcun diritto di rappresentanza.
Vorrei sapere dal commissario Melzi quando partiranno i due campi da scommettere nelle ricevitorie e nei corner: val la pena di ricordare che nel 2006 la raccolta del gioco nelle ricevitorie è stata del 35% in più. La tv dell’ippica è dell'Unire e serve nelle agenzie e nei prossimi negozi per far aumentare il gioco, ma c’è una televisione che potrebbe essere un toccasana per tutto il settore: la tv Sisal che opera già nelle ricevitorie. Sono convinto che in un primo periodo non porterebbe un grande incremento del gioco ma sicuramente una buona visibilità e un modo per far conoscere il nostro mondo a gente nuova che passa nelle ricevitorie e nei nuovi corner.
Vorrei poi rinnovare al commissario Melzi il pressante invito a non eliminare le provvidenze destinate ai proprietari per le prove di qualifica dei puledri: in questo momento particolare dell'ippica devono assolutamente rimanere, toglierle sarebbe una tragedia. E diminuire i grandi premi, anche se di poco, non darà fiducia ai grandi investitori.
Se si devono proprio fare dei tagli, molto meglio diminuire il numero di corse, cominciando a «sfrondare» quelle che, dati alla mano, risultano improduttive.