La società porta i libri in Comune e spera nella colletta

(...) La versione ufficiale è quella che vede la scelta di Ruggieri legata agli umori della piazza dopo la notizia della cessione dello Spezia alla società lussemburghese Future s.a. di cui Tonellotto era rappresentante. «Stanno succedendo in rapida successione eventi che, se reiterati, ci porteranno in men che non si dica alla scomparsa dalla scena calcistica - avevano scritto i tifosi in un comunicato poche ore dopo la cessione - l’aspetto più grave consiste nel fatto che i nostri giocatori hanno chiesto, dopo l’ingresso del sig. Tonellotto, di lasciare la nostra città».
La Future Socièté Anonime, con sede in Lussemburgo, avrebbe dovuto rilevare la maggioranza delle quote del presidente Ruggieri, entro il 15 febbraio, impegnandosi a subentrare in tutte le fidejussioni e garanzie a favore dello Spezia calcio da Gestioni Sportive ed Immobiliare srl o da altre società facenti capo al gruppo Ruggieri-Italcantieri e in particolare della società Italcantieri spa. In oltre la Future avrebbe dovuto manlevare Gsi e le altre società del gruppo Ruggieri da ogni pretesa e richiesta di pagamento da terzi, a qualunque titolo, per lo Spezia calcio 1906 srl.
C’è chi parla già di scenari futuri d’emergenza, una sorta di presidenza tecnica, in attesa di chiudere in qualche modo questo crollo, si parla di un passivo di oltre 4 milioni. Il nome che circola è quello di Cristina Capelluti, oggi dirigente dello Spezia, che potrebbe reggere la società per dare attuazione ad un piano di salvataggio in corso di definizione da parte della nuova Fondazione creata appositamente dalle istituzioni cittadine che in questi giorni, oltre le quote messe da Comune, Provincia e Camera di Commercio, sta facendo colletta, 100 euro a quota, tra gli spezzini.