Le società telefoniche studiano le contromisure per evitare i black-out

Non bastava l’allarme terrorismo, non bastava il rafforzamento delle misure di sicurezza, non bastava il senso di impotenza che si va diffondendo in città all’indomani di ogni attentato. A condire il tutto si aggiunge il fantasma del black-out nelle comunicazioni, che a Londra s’è già materializzato il 7 luglio, subito dopo le esplosioni, quando le linee telefoniche sono andate in tilt. Per questo nei giorni scorsi i responsabili delle aziende telefoniche si sono incontrati per mettere a punto preventivamente le adeguate contromisure tecniche da mettere in campo in caso di attentato, come la creazione di ponti radio e un sistema di telefonia mobile in grado di coprire eventuali «buchi». Sopravvivere ad un attacco è infatti già un’esperienza drammatica. Non poter chiedere aiuto lo è ancor di più.