La sociologia spiegata al popolo (da un prelato)

Il mondo intero l’ha conosciuto come il «vescovo della Madonnina», il prelato poco avvezzo al sensazionalismo, che nel febbraio 1995 non aveva dato alcun peso alle lacrimazioni della statuina in gesso alla periferia di Civitavecchia, ma si era poi dovuto ricredere, rischiando tra l’altro un infarto, nel momento in cui quella stessa Madonnina si mise a lacrimare tra le sue mani, nella sua abitazione.
Monsignor Girolamo Grillo, che ormai da due anni non è più titolare della diocesi laziale per raggiunti limiti d’età, è tutt’altro che un visionario con fissazioni mistiche. Basta sfogliare il suo nuovo lavoro, il Nuovo manuale di sociologia» (Marietti, pagg. 280, euro 20). Grillo, che da giovane è stato in contatto con Luigi Sturzo, ha studiato a Lovanio oltre che alla Gregoriana di Roma, e avrebbe insegnato alla famosa facoltà di Sociologia di Trento al momento della sua fondazione se non fosse stato chiamato a lavorare nella Segreteria di Stato di Papa Paolo VI.
Il volume del prelato si propone come un’introduzione alla sociologia generale per il grande pubblico, adatto anche e soprattutto ai non specialisti. Partendo dalla lezione dei classici, il vescovo affronta temi e concetti centrali fino ad approdare alla disamina delle principali tecniche e degli strumenti della ricerca sociologica. Nel libro vengono presentati autori quali Horkheimer, Adorno, Comte, Durkheim, Ferrarotti, Marx, Negri, Parsons, Popper, Spencer, Weber, Pareto, Aron, Giddens.
«Nata come strumento critico d’indagine all’interno di una società nuova, frutto dell’industrializzazione, autonoma e lontana dalla natura – scrive Grillo – la sociologia studia la società come un prodotto culturale umano. A prescindere da quale sia la tecnica utilizzata, qualsiasi esplorazione sociologica moderna ha come scopo ultimo quello di ricercare il perché dell’avvento di alcune situazioni piuttosto di altre, il motivo del diffondersi e perpetuarsi di un’ideologia anziché di un’altra, il perdurare di certe tendenze, con lo scopo primario di assicurarsi un certo margine di prevedibilità dei fenomeni per quanto riguarda il mutare del comportamento umano».
«Oggi – conclude ancora il vescovo nel suo Manuale - è pressoché indispensabile l’affiancamento di sociologi, insieme ad altri esperti di diversi settori, a uomini politici, meno attenti ai cambiamenti della società, al fine di prevenire disastri a livello sociale, economico, culturale e, non meno importante, ambientale. Evitare mutamenti repentini, che ovviamente non siano determinati da fatti storici inevitabili e che potrebbero destabilizzare il normale procedere delle cose, generando conseguenze irrimediabili, è il compito primario della sociologia e di tutti i sociologi». Compito non facile, in tempi di profonda crisi come quelli che abbiamo appena incominciato ad attraversare.
Il lavoro di Grillo è completato da un utile glossario finale, che spiega in modo accessibile a tutti, il significato delle principali parole-chiave e delle più importanti categorie della sociologia.