Socotherm investe 100 milioni in Cina

da Milano

Un accordo per una concessione ventennale per la rete di teleriscaldamento di Urumqi, capitale della regione autonoma di Xinjiang in Cina, è stato firmato da Socotherm, società quotata sul segmento Star di Borsa Italiana, e uno dei principali operatori nei servizi per l'estrazione e il trasporto dell'energia. Socotherm - sottolinea una nota dell'azienda vicentina fondata nel 1859 - è la prima impresa italiana a sbarcare nello Xinjiang (la più grande regione della Cina, con un territorio sei volte l'Italia il cui Pil negli ultimi 5 anni ha raddoppiato quello dei precedenti 45 anni) e a partecipare al suo sviluppo.
L'accordo, firmato sotto l'egida dell'alleanza strategica con la Cpp (China Petroleum Pipeline Bureau, il maggiore costruttore di gasdotti, oleodotti e reti di teleriscaldamento in Cina e controllato dalla China National Petroleum Corporation), è relativo alla concessione per l'installazione e la gestione della rete di teleriscaldamento della città di Urumqi (24 milioni di metri quadri abitativi), per un investimento, di competenza soprattutto degli esercizi 2006 e 2007, di circa 100 milioni: i ricavi previsti nei 20 anni di concessione ammontano a oltre un miliardo di euro a partire dalla seconda metà del 2006. Atzwanger, società di Bolzano che già gestisce alcune reti di teleriscaldamento nel Nord Italia, avrà una quota fino al 20% dell'operazione, mentre consulente tecnico è l'Aes di Torino.
«In Cina - ha affermato Zeno Soave, ceo del gruppo - siamo presenti con 11 impianti per l'applicazione di rivestimenti ai tubi e siamo il più importante operatore del Paese in questo settore. Questo accordo è tuttavia un qualcosa di diverso che siamo riusciti a conseguire solo dopo anni di radicamento nel Paese. È infatti il primo in Cina di questo tipo dopo l'entrata in vigore di una nuova legge sulle privatizzazioni».
Per il numero uno di Cpp e il sindaco di Urumqi, questo progetto è significativo per il miglioramento della qualità dell’aria, inquinata dalla combustione generata dalle numerose caldaie a carbone.