Sodano: «Il nostro programma è pronto Parte dai problemi quotidiani della città»

Antonella Aldrighetti

Parte dall’analisi dei mali cronici del territorio capitolino il progetto di Forza Italia per le comunali 2006. Le basi programmatiche sarebbero già pronte e coincidono con la battaglia politica di opposizione che gli azzurri portano avanti in Campidoglio da quattro anni. Deficienze strutturali «individuate ormai da tempo - spiega Giampaolo Sodano, coordinatore romano del partito - nell’attività economica e finanziaria espressa nella stesura dei bilanci sottoscritti dalla giunta Veltroni. Un passivo fatto di poste debitorie difficili da colmare andando avanti con questa filosofia d’incasso. E che poi si ripercuotono sulla gestione del territorio che ricalca solo la politica degli annunci che però piace tanto a questa sinistra».
Sodano, possiamo riassumere il progetto in tre critiche serrate: ai debiti crescenti, alla mobilità e al mancato decentramento?
«Sì. Ogni giorno assistiamo ai proclami del primo cittadino che definisce la capitale una tra le più belle città d’Europa. Non è così: è brutta e puzzolente. Brutta non solo per le speculazioni edilizie ma per quegli orrori architettonici che gli urbanisti di sinistra hanno messo in piedi, dopo averli progettati, con il beneplacito degli amministratori rossi. Esempio eclatante quella mastodontica costruzione attorno all’Ara Pacis. La politica in questa città è dominata dall’anarchia delle corporazioni. Quanto alla sozzura che vi alberga non v’è distinzione tra centro e periferia: nessuno controlla che il bene pubblico venga non solo pulito ma rispettato come patrimonio di tutti. Ma la lista dei miti da sfatare non finisce qui».
Ce ne sfati un altro, allora.
«Presto fatto. Roma non è la capitale della cultura, ma dell’intrattenimento di piazza e questo è ben diverso. Basta con panem et circenses: portare la gente in centro a comando per un giorno non è rispettoso quando il resto della settimana si è accalcati nei bus».
Dalle critiche alle proposte.
«Sono quelle che rispecchiano le lamentele che il cittadino fa ogni giorno quando si trova impantanato in un ingorgo, per esempio. Le risoluzioni ai problemi quotidiani prima di tutto».
E la ricetta?
«Sono le critiche a porre le basi delle proposte».
Ci proviamo: ci dica il nome del candidato della Cdl nella corsa al Campidoglio...
«È tutto da vedere. Ancora è presto. Non vogliamo fare come i nostri colleghi di Alleanza nazionale che si lasciano andare al toto-candidato. Facendo così si perde smalto. Eppoi potrebbe essere pretestuoso proporre un nome quando la scelta potrebbe andare addirittura su una personalità come quella di Marco Follini».
Follini? Dopo tutte le polemiche con il premier Berlusconi?
«Perché no? Se rientrassero i parapiglia potrebbe incarnare lo spirito giusto a contrastare la politica dell’apparenza del sindaco uscente».
Quando allora i romani conosceranno per intero il programma della Casa delle libertà?
«Per quanto riguarda Forza Italia abbiamo sottoposto i mali di Roma a un team di esperti e su queste basi verrà promulgato il progetto politico della capitale».