Sodano: «Solo una punta di peso può battere Veltroni» Il punto sulla strategia della Cdl per vincere alle Comunali. Spuntano i nomi di Fini e Casini

Formula a quattro punte? O candidatura unica da subito? Si parla di Casini. Si sussurra il nome di Fini. Per le Comunali c’è la concreta possibilità di sovvertire il pronostico contro Veltroni? Tante le domande sullo scacchiere romano dopo l’esito sul filo di lana delle Politiche. Mai come ora il Campidoglio sembra alla portata. La Cdl è lì, con un bottino nel carniere di circa il 46-47 per cento dei voti. L’ultimo balzo, come in una staffetta, potrebbe farlo uno dei big nazionali della coalizione. Ma esistono i presupposti? E a chi affidare il rush finale? Facciamo il punto con il coordinatore romano di Forza Italia, Giampaolo Sodano.
Si parla di un imminente vertice dei leader nazionali della Cdl per discutere delle elezioni a Roma.
«Me lo auguro. Dopo le Politiche, le elezioni nelle grandi città hanno assunto un valore straordinario, che va al di là delle stesse Comunali. Da questo punto di vista, le dichiarazioni dei candidati sindaci a Roma all’indomani del voto mi sembrano miopi. Occorre smetterla con la campagna dei singoli, uno per partito, e puntare su un unico candidato».
Ma il centrodestra può battere Veltroni?
«Quando si fa una battaglia, bisogna mettersi nelle condizioni di vincerla. È assolutamente chiaro che a Roma nessuno dei quattro candidati finora scesi in campo è in grado di vincere. Possiamo farcela solo con una candidatura unica, nuova, il più possibile autorevole ed espressione dell’intera coalizione».
A Roma la vera sfida che lancia Veltroni è quella del Partito Democratico. Il sindaco punta a creare una corazzata capace di raccogliere il 34 per cento.
«Dobbiamo accettare la sfida. Facciamo di Roma il terreno del confronto fra il Partito Democratico e il partito del popolo».
Insomma, prove tecniche di partito unico per entrambi gli schieramenti?
«I risultati delle Politiche sono lì a dimostrarlo. Vincerà le elezioni a Roma lo schieramento che meglio avrà capito la nuova realtà politica».
E il candidato unico in grado di mettere d’accordo tutti nella Cdl? Si fa strada il nome del presidente di Casini.
«Va benissimo».
L’elettorato di Forza Italia potrebbe convergere i voti su Casini?
«Secondo me sì. Casini è un esponente dell’Udc, ma anche espressione di una nuova formazione politica che fa delle elezioni a Roma il proprio laboratorio. Ed è leader dell’area moderata».
Altro nome, quello di Fini.
«Va benissimo anche Fini. Una storia diversa rispetto a Casini. Ma il problema non è che cosa erano fino a ieri Fini e Casini, ma che cosa rappresentano oggi. Se Fini per le Comunali rappresentasse An, non andrebbe bene. Dopo il 10 aprile occorre giocare una partita nuova. Alla sfida del Partito Democratico di Veltroni occorre dare una risposta di analogo livello».
Nel neonato partito di Veltroni si sta già aprendo al centro una breccia. La Margherita, in uno schieramento che la vede insieme con Caruso, la Bonino, e Luxuria, sta perdendo voti fra l’elettorato cattolico.
«E ne perderà ancora».
Fra quindici giorni saranno ufficializzate le candidature per il consiglio comunale. Come capolista di Fi il nome ricorrente è il suo.
«Ho messo a disposizione del partito la mia persona. Ma farò il capolista solo a condizione che tutta Forza Italia sia d’accordo. Altrimenti non se ne parla».