Soffre l’inquieta Jacqueline Sassard per i primi tormenti sentimentali

Ci sono molti motivi d’interesse per il recupero di Guendalina (1957) tra le più azzeccate prove registiche di Alberto Lattuada. In primo luogo, la traccia narrativa dovuta a Valerio Zurlini (ispiratosi a sua volta al buon successo di Claude Autant Lara, Quella certa età, 1954). Quindi l’indovinato insieme degli interpreti - dalla smagliante Jacqueline Sassard a Raffaele Mattioli, da Raf Vallone a Sylva Koscina - abili e misurati nei rispettivi ruoli. E, soprattutto, la vicenda variabilmente modulata sugli alterni sentimenti di un’adolescente che, in un «fuori stagione» in Versilia, compie, non senza qualche amaro disincanto, la propria iniziazione alla vita. Non a caso si è detto di Guendalina: «... il regista offre qui una delle sue prove più notevoli: eccellente la composizione dell’inquadratura... lucido ed efficace il lavoro sul corpo dell’esordiente Jacqueline Sassard... ». Negli extra, da notare la citazione del cinegiornale d’epoca.

GUENDALINA - Dolmen, euro 19