Soffrono tlc, banche e petroliferi

Guadagnano Italcementi e Mediolanum

Giornata da dimenticare per la Borsa di Milano che ha chiuso l’ultima seduta della settimana con gli indici in deciso calo, in scia ai rinnovati timori di crisi che stanno colpendo i principali mercati occidentali. E così, mentre i mercati del Vecchio continente hanno mandato in fumo altri 140 miliardi di euro, che vanno a sommarsi ai 170 bruciati alla vigilia, il Mibtel ha contribuito perdendo il 2,28% a 21.241 punti. Pesante anche lo S&P/Mib (-2,36% a 27.567 punti). È Stmicroelectronics (-5,67% a 8,15 euro) il titolo peggiore, penalizzato dal giudizio negativo di Ubs che ha tagliato la raccomandazione a «sell» (vendere) dal precedente «neutral» (neutrale). Male, poi, Seat Pg (-4,52% a 0,10 euro) e tra gli industriali Geox (-3,21% a 7,78 euro). Nuova seduta di passione in Borsa per Telecom Italia (-2,99% a 1,03 euro) dove ha rivisto i livelli più bassi degli ultimi dieci anni, in scia anche all’andamento penalizzante del comparto europeo delle telecomunicazioni. La frenata del petrolio pesa su Eni (-2,83% a 20,2 euro) e sulla controllata Saipem (-4,45% a 22,99 euro). Tra i pochi titoli in nero si sono viste Italcementi (+0,1% a 9,9 euro) e Mediolanum (+1% a 3,08 euro). Ancora una volta vendite generalizzate per il settore del credito, epicentro della crisi dei mutui in atto da più di un anno. A Milano Mediobanca è stata tra le peggiori (-2,34% a 9,51 euro), inseguita da Mps (-1,91% a 1,75 euro), UniCredit (-1,77% a 3,65 euro) e Banco Popolare (-1% a 12,34 euro). Nera la giornata per tutte le Borse europee, con il Cac40 scivolato del 2,53%, il Dax di Francoforte in caduta del 2,42% e il Ftse100 in perdita del 2,26 per cento.