Sofia, l’ex Pc scalza l’ex re

Il partito di estrema destra «Ataka» conquista a sorpresa l’ingresso in Parlamento

Marta Ottaviani

Simeone II di Sassonia Coburgo non ce l’ha fatta. L’ex re di Bulgaria, divenuto primo ministro nel 2001 dopo un esilio durato decenni, ha perso ieri le elezioni: il suo partito, il “Movimento nazionale per Simeone II”, di centrodestra, è stato sconfitto dal Psb, il vecchio partito comunista, che ora si chiama socialista: il leader del Psb, guidato da Sergej Stanishev, condurrà il Paese nel suo ingresso in Europa, previsto per il 2007.
Un confronto elettorale di grande importanza per la vita e il futuro della Bulgaria, al quale però ha fatto seguito un’affluenza ancora una volta molto bassa, intorno al 50 per cento. Un dato che rende l’idea del grado di insoddisfazione dell’opinione pubblica, preoccupata per il mancato miglioramento degli standard di vita, nonostante una crescita economica superiore al 5 per cento e a un calo della disoccupazione.
Per sconfiggere l’astensionismo non sono bastati gli incentivi pensati dal governo uscente di Simeone II. La lotteria, a cui avrebbe potuto partecipare ogni votante, non è stata così efficace da trascinare gli elettori alle urne, ma in compenso è riuscita a scatenare dure critiche da parte dell’opposizione e forse anche un poco desiderato «effetto boomerang».
I risultati definitivi si avranno oggi, ma stando alle prime proiezioni il Psb oscilla fra il 30 e il 32 per cento delle preferenze. Un dato inferiore ai sondaggi della vigilia, che lo volevano al 40 per cento. Le altre formazioni politiche che hanno superato lo sbarramento del 4 per cento ci sono l’Ufd, l’Unione delle forze democratiche di orientamento di destra e il Mdl, il partito della minoranza turca.
Una brutta sorpresa arriva dall’estrema destra. La nuova coalizione nazionalista e xenofoba «Ataka» (Attacco), ha superato lo sbarramento e potrebbe aver conquistato anche il 7 per cento delle preferenze. «L’affermazione di Ataka - spiega Rumyana Kolarova, analista politica dell’università di Sofia - è stata la sorpresa dell’ultimo momento. L’unico modo per il partito socialista di formare un governo stabile è quello formare un’alleanza con il partito della minoranza turca».
La sconfitta del partito al potere non fa altro che confermare la tradizione delle ultime sei consultazioni elettorali, che ha visto il governo uscire sempre sconfitto. Adesso al partito socialista spetterà il non semplice compito di avviare le riforme necessarie alla Bulgaria per entrare nell’Unione Europea.