La sofisticata Rohrwacher diventa sexy per Soldini

L’attrice si concede a scene di sesso in "Cosa voglio di più" fuori
concorso al Festival tedesco. E gira il film tratto dal bestseller di
Paolo Giordano

Berlinale Special. Mai sezione fu più indovinata per mostrare, al Festival di Berlino numero 60, la prima volta di Alba Rohrwacher. È davvero speciale, infatti, oltre al genetliaco del FilmFest più autorevole d'Europa, la nuda presenza di una delle attrici più cerebrali, sofisticate e tutt'altro che sexy nell'atteso film drammatico di Silvio Soldini, Cosa voglio di più. Lunedì prossimo, al gala sul tappeto rosso del Friedrichspalast, sotto gli occhi dei mammasantissima deutsch, da Wim Wenders a Senta Berger, sfilerà la minuta attrice fiorentina, un fascio di nervi sotto specie femminile, che stavolta esibisce il suo elegante lato B anche sui manifesti, mentre «l'uomo che ama», Pierfrancesco Favino, qui suo partner, le esprime il suo fuoco più e più volte (le scene hot sono tre). «Ci sono scene molto spinte da girare, molto realistiche. Te la senti?», aveva prudentemente premesso Soldini, altro artista borghese, che srazza dai propri canoni di elvetica riservatezza (mai girato un nudo, da Pane e tulipani a Giorni e nuvole, per citare i più noti e recenti) e spinge il pedale dell'amore a ore, negli anonimi motel lungo le strade provinciali, per dimostrare che i soldi, quando mancano, incidono sull'eros, neanche a dirlo.

Mica tutti hanno il bancomat di Stato, per consumare negli alberghi di lusso: qui Anna, cioè Alba, è una modesta impiegata nel ramo assicurativo e lui, cioè Favino, che in un certo senso si riscatta dal macho-micio di Baciami ancora, fa pure il cameriere, per campare una moglie (Teresa Saponangelo) e due figli piccoli.

«Abbiamo provato molto, ma alla fine mi sono lasciata andare, grazie all'aiuto di Silvio», dice l'interprete trentunenne, attualmente sotto la neve dei boschi in Turingia, dove sta girando La solitudine dei numeri primi (dall'omonimo bestseller di Paolo Giordano, Mondadori), diretta da Saverio Costanzo, poi in Sassonia per la postproduzione. E se questi ha preteso che Alba perdesse una dozzina di chili, per entrare nella pelle (e ossa) della protagonista Alice, fanciulla quasi anoressica, Soldini ha voluto farle prendere 5-6 chili, per incarnare l'erotica impiegata, che tradisce il convivente (Giuseppe Battiston, dal quale, pure, vorrebbe avere un bambino). Qualche chilo in più serviva anche per meglio reggere il corpo a corpo con Favino, attore di potente fisicità mediterranea.

«Volevo affrontare la sfida di girare scene di sesso, con la naturalezza con cui si fa l'amore nella vita di ogni giorno. In Alba ho scoperto cose di sé, che lei non conosceva», spiega l'autore di Agata e la tempesta, che in Cosa voglio di più torna a filmare la «sua» Milano (insieme alla svizzera Rsi e alla Warner, produce il meneghino Lionello Cerri), focalizzando i contrasti tra il centro, tutto luci e colore, e la grigia periferia del Giambellino. Ma che cosa ha scoperto, la Rohrwacher, che a Berlino è di casa (l'anno scorso è stata «shooting star» al FilmFest e il tedesco, la lingua del papà, apicoltore originario di Dresda, le è familiare), di così inesplorato, quanto all'io? E come ha fatto per vincere la sua timidezza, saltando il fosso senza veli? D'altronde, lo stesso Favino ha sostenuto d'aver potuto girare come mamma l'ha fatto, grazie al sostegno della sua compagna. «Mi ci sento così a mio agio, nel mio corpo. Perché so che posso fare tutto», rivela l'attrice, che adesso può dire «Io sono l'amore» (come recitava il titolo del film di Guadagnino, l'anno scorso al Festival Venezia, con lei).

Il film di Soldini, tra un rimando e l'altro in forse per il Festival di Cannes (la Warner lo manderà in sala il 30 aprile), svelerà l'altra Alba. Lontana dalla pazza, che fu ne Il papà di Giovanna e più florida della contadina di Marzabotto, vista ne L'uomo che verrà di Diritti, è nata una creatura passionale, che indossa vaporosi abitini scollati, riempiti nel décollete. Un'Anna qualsiasi, di giorno, in ufficio, ma una mantide scatenata, nei motel a 40 euro con gli specchi sul lettone rotondo.

Una giovane donna, che prende l'iniziativa con un sms al suo lui (nel film, come nella vita, gli amanti di rapina si inviano un mare di messaggi). Filmata senza filtri come in Intimacy di Patrice Chéreau, è sorta un'Alba nuova. Che farà cadere il suo, privatissimo Muro di Berlino.